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Posts Tagged ‘illuminazione’

Sette schemi luce per fotografia in studio

November 17th, 2008 2 comments

In questo video Mark Wallace mostra come realizzare 7 diversi tipi di illuminazione in uno studio fotografico.

Per ogni scatto vengono mostrati, oltre al set ed alla foto finale, anche dei disegni con lo schema di illuminazione utilizzato.
Inoltre, di volta in volta, Mark ci racconta quali sono i rapporti di illuminazione tra le varie fonti luminose utilizzate.
Più chiaro di così…

Come realizzare un’illuminazione da CSI

October 23rd, 2008 No comments

L’idea di danishpv era creare uno scenario post-bomba-atomica.
Ha utilizzato: una maschera antigas, una torcia trasformata appositamente in flash, due flash con filtro verde…

La foto potete vederla: cliccando qui

… La spiegazione di come ha realizzato la foto:

via: PW

Attrezzatura fotografica fai da te

June 16th, 2008 No comments

Due link per gli amanti dell’attrezzatura fotografica autocostruita in casa.

Illuminazione: DIY Spiderlight Strobe! e DIY Spiderlight…. SOFTBOX ! di Alex Campagna

Fondali: Zack Arias nel suo imperdibile post: “White Seamless Tutorial :: Part 1 :: Gear & Space” accenna ad un prodotto: il Thrifty White Tileboard, adatto all’uso come fondale e piuttosto economico. Ma in Italia dove si può acquistare? al Self ed al Brico non l’ho mai visto!

Via: Diyphotography

Un softbox made in Ikea

November 28th, 2007 No comments

Riaz Missaghi vi spiega, sul suo blog (in inglese), come costruire un economico softbox con materiali acquistati all’Ikea.

Il link: Ikea Photography – Tent Softbox

Argomenti correlati:
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- costruire un softbox con una scatola delle scarpe
- un set fotografico per Still Life fai-da-te
- illuminazione nel ritratto: un ombrello ed un softbox

Flash da studio: cosa offre il mercato

November 14th, 2007 No comments

Le aziende produttrici di flash da studio offrono in genere soluzioni complete per l’illuminazione. Oltre ai flash, vengono prodotti anche pawer-pack (o portable power o generator battery; si tratta di “grosse” batterie ricaricabili), softbox, octobox di varie dimensioni e molti altri accessori, come ad esempio i radio trigger.

Elenco di aziende produttrici di flash da studio

- White Lightning, AlienBees

- Profoto

- Lumedyne

- Elinchrom

- Bowens

- Balcar

- Broncolor

- Britek

- Walimex

Argomento correlato:
- flash da studio: di cosa si tratta
- grossisti e distributori di prodotti fotografici in Italia

Usare il flash separato dalla macchina fotografica: fotocellule

October 29th, 2007 No comments

Fotocellula per flash Molte persone non usano il flash, perché credono che con questo strumento non si possano realizzare foto dall’aspetto naturale.

Questo perché hanno ben presente il brutto effetto che il flash incorporato nella macchina fotografica produce quando si fotografa in ambienti poco illuminati: si ottengono infatti fastidiose ombre dai contorni ben delineati che rovinano lo sfondo, ombre che nella realtà non c’erano, ma sono state provocate dal lampo innescato dal fotografo. Per non parlare del diabolico fenomeno degli “occhi rossi”.

Flash La prima regola per ottenere delle foto dall’aspetto naturale utilizzando il lampo è quella di non utilizzare il flash incorporato nella fotocamera da solo, ma di adoperarne anche uno separato.

Le fotocellule sono gli strumenti che consentono di far scattare il secondo flash insieme a quello della macchina fotografica.

Si posiziona il secondo flash ad una distanza di qualche metro dalla macchina fotografica e quando si preme il pulsante di scatto, il lampo emesso dal flash presente sulla fotocamera comunica alla fotocellula di far scattare anche il secondo flash.

In questo modo, chi fotografa può dar sfogo alla propria creatività, essendo in grado di controllare, in parte, l’illuminazione della scena: l’uso di un secondo flash consente di minimizzare o eliminare completamente il problema degli “occhi rossi”, orientare in una direzione di propria scelta le ombre create dal lampo, evitare riflessi indesiderati su superfici riflettenti, ecc.

Il trucco, per ottenere risultati naturali, sta nel sapere dove posizionare il secondo flash, nel decidere come orientarlo e stabilire il rapporto tra l’intesità delle diverse fonti luminose. Occorre fare diverse prove.

Possibili problemi e soluzioni: il prelampo delle macchinine fotografiche digitali, la “malefica” funzione anti-occhi-rossi.

I lampeggiatori delle macchine fotografiche digitali solitamente emettono un prelampo per misurare “meglio” l’illuminazione della scena. Questo prelampo fa scattare in anticipo il secondo flash e la scena non risulterà illuminata come sperato. Sul mercato esistono delle fotocellule in grado di ingorare il prelampo e far scattare il secondo flash al momento giusto.

La “malefica” funzione anti-occhi-rossi inganna le fotocellule, la soluzione per risolvere il problema è semplice: disattivarla e non utilizzarla mai più.

Le fotocellule si rivelano utili per superare uno dei limiti principali delle macchine fotografiche compatte: la mancanza di una slitta con contatto per il flash.

Esistono altri metodi che consentono di utilizzare un flash separato dalla macchina fotografica: radio trigger con receiver e cavi sincro.

Argomenti correlati:
Fotografare con il flash
Occhi rossi e fotografia con il flash
Imparare a fotografare

Se avete già utilizzato un flash separato dalla macchina fotografica potete rispondere a questo sondaggio:

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Jill Greenberg: Il backstage di Gwen Stefani

October 9th, 2007 Comments off

Grazie al blog di Strobist ho scoperto questo video del backstage delle foto realizzate da Jill Greenberg a Gwen Stefani.
Nel video si vede il set di luci utilizzato per realizzare la foto della cantante: si notano un flash anulare, …

Jill Greenberg è diventata famosa per aver dichiarato di aver “rubato” il lecca-lecca ai bambini ritratti nella serie di fotografie realizzate per la mostra End Times. Ne avevo parlato a marzo 2006. Per mesi nessuno sembrava essersi accorto della faccenda dei lecca-lecca. Poi, all’improvviso, scoppiò la polemica.

E’ giusto rubare un lecca-lecca ad un bambino in nome dell’arte? Si chiedevano gli esperti in TV.

La polemica assunse toni esagerati.

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Illuminazione: luce dura, morbida e distanza della fonte luminosa

April 18th, 2007 No comments

Esiste un legame tra le dimensioni della fonte luminosa, la sua distanza dal soggetto da fotografare ed il tipo di illuminazione che si ottiene.

Per spiegare questo concetto ho realizzato queste due semplici illustrazioni.

In entrambe le situazioni vi è raffigurata una sala posa schematizzata, vista dall’alto. Sul fondale grigio, c’è un omino, del quale si vedono la testa (nera) e le spalle (grigie). E’ presente, inoltre, un faretto acceso, che riflette il suo fascio luminoso sulla superficie interna di un ombrello fotografico. La luce così riflessa illumina l’omino.

In questa prima immagine l’ombrello fotografico è posto piuttosto vicino al soggetto. Come conseguenza di ciò la luce risulta diffusa. E’ possibile notare, ad esempio, come i contorni dell’ombra dietro al “modello” siano molto sfumati.

luce morbida o diffusa

Nell’illustrazione qui sotto, al contrario, l’ombrello fotografico è posizionato ad una distanza dall’omino che è maggiore, se paragonata a quella dell’immagine precedente. Questo si traduce in un tipo di illuminazione più dura.

luce dura

Quando la luce è dura, i contorni delle ombre sono ben delineati.

In entrambi i casi, la fonte luminosa è la stessa: la luce riflessa da un faretto sulla superficie interna di un ombrello fotografico. Ciò che cambia è la distanza che separa la fonte luminosa dal soggetto illuminato.

In altre parole, più avvicino l’ombrello al modello, più la luce sarà diffusa; più allontano l’ombrello dal soggetto, più la luce sarà dura.

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Illuminazione ritratto: un softbox ed un ombrello bianco

February 27th, 2007 No comments

antichi-romani Questa fotografia è stata realizzata con un ombrello fotografico bianco rivolto verso il busto in gesso, un softbox puntato verso lo sfondo, alla sinistra dell’antico romano, un fondale bianco in cartone ed una reflex digitale, montata su di un cavalletto.

In un precedente messaggio, intitolato: “Illuminazione nel ritratto fotografico: esercitarsi in tutta tranquillità” ho spiegato il motivo per cui è conveniente fare diverse prove con dei soggetti inanimati piuttosto che far posare delle persone in carne ed ossa; se non lo avete ancora letto, vi consiglio di dargli un’occhiata.

Per questa fotografia sono stati utilizzati un ombrello fotografico ed un softbox. Sono due strumenti, che servono ad ottenere un tipo di luce diffusa (o morbida): ombre poco pronunciate.

Più l’ombrello è grande e più si trova vicino al soggetto da illuminare, più la luce sarà diffusa e le ombre meno nette.

Al contrario, più l’ombrello è piccolo e più si trova lontano dal soggetto da illuminare, più la luce sarà dura e le ombre più nette.

Il diametro dell’ombrello utilizzato, in questa fotografia, misura 110 cm, ed era a situato a circa 1 m di distanza del busto in gesso: luce morbida.

schema luci utilizzato per la fotografia

Illuminazione nel ritratto fotografico: i segreti di Michael Grecco

January 8th, 2007 No comments

Nel numero di questo mese della rivista Digital Journalist, il fotografo Michael Grecco spiega alcune regole per illuminare i soggetti nelle sedute di ritratto.

Nell’articolo sostiene, che prima di tutto occorre considerare il colore della luce (a tale proposito, tempo fa, avevo già scritto qualcosa: temperatura colore della luce), poi il contrasto (misurabile con un esposimetro) ed infine il tipo di luce: diffusa o dura.

La spiegazione in lingua inglese

Alcune immagini con gli schemi dei punti luce

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