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Ansel Adams: la fotografia è come una barzelletta, se la devi spiegare non è venuta bene

La citazione “la fotografia è come una barzelletta, se devi spiegarla non è venuta bene” è attribuita a Ansel Adams, uno dei più famosi e influenti fotografi del bianco e nero statunitense.

Adams era noto per la sua attenzione alla composizione, alla luce e alla tecnica fotografica, ma anche per il suo stile personale e originale. Le sue fotografie sono state esposte in tutto il mondo e hanno ispirato molti altri artisti.

Il contributo più importante che Ansel Adams ha fornito alla fotografia riguarda l’invenzione del sistema zonale, un metodo per la fotografia in bianco e nero che permette di controllare l’esposizione e il contrasto di una scena, basandosi su una scala di undici zone di grigio, dal nero assoluto al bianco puro. Tale sistema richiede una misurazione precisa della luce, una taratura del materiale sensibile e una post-produzione adeguata al risultato desiderato.

Tornando all’argomento principale dell’articolo, la citazione esprime la visione di Adams sulla fotografia come forma d’arte e di comunicazione. Per lui, una buona fotografia non ha bisogno di spiegazioni o di commenti, ma deve essere capita subito dal pubblico che la guarda. Una buona fotografia racconta una storia, trasmette un’emozione, cattura un momento significativo. Una buona fotografia non vuole essere interpretata o analizzata, ma lascia spazio all’immaginazione e alla sensibilità del soggetto.

Le fotografie di Adams sono ancora oggi fonte di ispirazione per molti fotografi contemporanei, che cercano di riprodurre il suo stile o il suo metodo.

La citazione di Adams ci invita a riflettere sul ruolo della fotografia nella nostra società e nella nostra cultura. La fotografia è diventata uno strumento universale per documentare la realtà, ma anche per creare arte e bellezza. La fotografia è diventata uno specchio in cui possiamo vedere noi stessi e gli altri, ma anche una sfida in cui dobbiamo trovare il nostro modo di raccontare le nostre storie.

Mi sembra doveroso continuare l’articolo con un’altra citazione, di un altro fotografo: “la fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare”, Lewis Hine.

Questa frase mette in evidenza il rapporto tra verità e finzione nella fotografia. La fotografia non può inventare o manipolare le immagini, perché dipende dalla luce e dalla materia. Tuttavia, la fotografia può essere usata per creare o modificare le immagini, per nascondere o evidenziare alcuni dettagli, per suggerire o negare alcuni significati. La fotografia può quindi essere fonte di inganno o di sincerità, a seconda delle intenzioni e delle abilità dei fotografi.

È questo il motivo per cui è opportuno analizzare le fotografie, senza fermarsi alla superficie. Per quanto buona possa essere una fotografia, non descriverà mai ciò che è successo un momento prima o un momento dopo lo scatto, così come è innegabile che la scena inquadrata è solo una piccola porzione della realtà.

La fotografia è quindi un linguaggio simbolico, che richiede una comprensione critica e personale per essere apprezzato al meglio.

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