Un sito dedicato al mondo della fotografia: commenti, pensieri, recensioni, note, appunti, link e, talvolta, qualche reportage.


Archivio della Categoria 'giornalismo'

Condizione Critica: profughi di guerra in Congo

Thursday 18 December 2008

Su Fotografia & Informazione ho letto l’articolo “CONDIZIONE: CRITICA. Voci dalla guerra nell’est del Congo” di Chiara Ceolin e sono andato a vedere il video realizzato dal fotografo Cédric Gerbehaye (Agence VU).

Tra le immagini che mi hanno colpito c’è quella del generale Laurent Nkunda, leader del CNDP (National Congres for the Defense of the People). Si trova in una stanza semivuota, seduto alla scrivania ed alle sue spalle ci sono due guardie armate. Nkunda indossa un cappello da cowboy ed un giubbotto, credo sia di jeans. Sulla scrivania ci sono solo due telefonini ed un paio di occhiali da sole. Sul muro si legge uno slogan che riguarda la giustizia. Nkunda sembra molto giovane per essere un generale.

Il video è tradotto e doppiato in italiano e racconta le storie di alcuni profughi della guerra in Congo…

Un’altra fotografia, che non passa inosservata, è quella dove si vedono gli spazzolini da denti, ben ordinati, fissati ad una parete (di cartone) uno in fila all’altro: appartengono ad una famiglia di profughi, che vive in un campo privo dei più elementari servizi igienici. Anastasia abitava in una casa grande, prima di fuggire. Ora nel campo sfollati non ha nemmeno un tavolo su cui appoggiare il cibo per mangiare. Condivide una baracca improvvisata con gli otto figli ed il marito Albert, che prima della fuga faceva l’insegnante.

Lucie racconta di essere stata stuprata mentre dal campo stava andando a raccogliere la legna nel bosco, Ngarambe ha perso la moglie, uccisa da un proiettile vicino a casa sua, ora lui è in ospedale con il figlio di pochi pochi mesi: il piccolo era in braccio alla mamma quando è morta, è stato colpito, ma è sopravvissuto.

Le fotografie sono sono in bianco e nero; sono tutte interessanti e mostrate così in sequenza, raccontano alcuni momenti della vita, spesso tragica, di queste persone.

Il video dura circa 11 minuti: è più breve delle interminabili pause che Amdeus e Gerry Scotti fanno durante i quiz televisivi. Non potrebbero mandare questo filmato in onda sulle reti nazionali?

www.condition-critical.org

Fotografie embedded: ora ne parla anche Vincent Laforet

Tuesday 11 November 2008

Ho già accennato diverse volte alla soluzione delle fotografie embedded per “distribuire” sul web reportage fotografici.

Ora ne parla anche Vincent Laforet sul suo blog a proposito di un nuovo servizio offerto dal sito Photoshelter.

Del concetto delle fotografie embedded ne avevo parlato in:
- Le foto dei fotografi della Magnum nel tuo sito: InSight America
- Fotogiornalismo multimediale: la via embedded

Le foto di Barack Obama sul tuo blog

Monday 10 November 2008

Visitando il blog di un anonimo photo editor ho scoperto che Barack Obama pubblica le sue foto su Flickr; naturalmente, l’ho inserito subito tra i miei contatti: a quel punto il software del famoso sito di photo sharing mi ha chiesto: “Vuoi inserire Barack Obama tra gli amici?

Mi è venuto da ridere! Questi software dei siti di social network (Flickr, Linkedin, Facebook, Youtube e compagnia bella) sono proprio spassosi, con un clic del mouse puoi scegliere di diventare amico del Presidente degli Stati Uniti…

Questo slideshow contiene le foto realizzate (da Barack Obama?) il giorno delle elezioni. Se le foto le ha realizzate veramente lui, deve aver avuto in tasca - o nascosto da qualche parte - un telecomando per far scattare la macchina fotografica a distanza, dato che lui è presente in molte inquadrature. Mi sembra un’ipotesi così assurda, che non può nemmeno essere presa in considerazione. E’ più probabile, che qualcuno del suo staff o un suo parente abbia realizzato quelle immagini. Forse ha assunto appositamente un fotografo. Già, ma se non le ha scattate direttamente Obama, perché non mettere il nome dell’autore materiale delle foto?

Sul blog di Andrew Hetherington si legge che il fotografo autore di questo reportage è David Katz.

Lo spazio su Flickr di Obama lo trovate cliccando qui.

Le foto dei fotografi della Magnum nel tuo sito: InSight America

Wednesday 15 October 2008

La Magnum ha scelto di offrire la possibilità ai webmaster di tutto il mondo di inserire alcuni reportage fotografici - gratuitamente - all’interno delle pagine dei propri siti web. Chiunque abbia un sito li può pubblicare, semplicemente copiando ed incollando un codice di poche righe che si trova su InSight America.

Un esempio è il lavoro Wakes di Gilles Peress: un mix di fotografie, audio e video della durata di sei minuti.

Se prima si parlava di fotografi embedded, riferendosi ai fotoreporter al seguito delle truppe USA, ora si può parlare di reportage embedded, riguardo alla possibilità di incorporare gratuitamente nelle pagine del proprio sito racconti fotografici realizzati da fotografi professionisti.

Il codice per inserire il lavoro di Peress sul vostro blog lo trovate qui: Wakes

Il 30 settembre avevo scritto di “Fotogiornalismo multimediale: la via embedded

Link: InSight

Fotogiornalismo multimediale: la via embedded?

Tuesday 30 September 2008

Non saprei dire cosa stiano preparando TED e James Nachtwey, ma sono apparsi all’indirizzo www.tedprize.org/nachtwey/bloggers.html una serie di titoli: “the story breaks”, “National Theater”, “elevate film festival”, “columbus circle”, “union square”…
Accanto a questi titoli c’è un codice, simile a quello che si usa per inserire nelle proprie pagine i video di Youtube, ma che per il momento mostra solo un logo. In futuro, probabilmente, verrà pubblicato un codice che consentirà ai webmaster di pubblicare sul proprio sito gli slideshow del fotografo.

Giornalismo multimediale: è questa la via?

Thursday 25 September 2008

Ho guardato Silicon Forest di Christopher Anderson prodotto da Magnum In Motion.

Mi aspettavo di ascoltare qualche intervista o sentire qualche testimonianza. Insomma, qualcosa che mi facesse capire meglio la situazione. Invece ho visto una serie di immagini, alternarsi una dopo l’altra in modo frenetico, con un sottofondo audio da spot televisivo: il conto alla rovescia, una serie di “bip-bip“, musica proveniente da un disco in vinile, voci confuse dalla ricetrasmittente, ecc.

Potrebbero utilizzarlo come trailer per promuovere un’ipotetica nuova serie di “Lost”: quel programma prodotto dalla Fox: con Evangeline Lilly, Josh Holloway, Jorge Garcia, Matthew Fox e Terry O’Quinn… L’avete presente? L’aereo che precipita su un’isola misteriosa; i sopravvissuti, che sotto una botola trovano una rete di bunker, dove sono nascosti computer degli anni settanta, strani suoni…

Se fossi un dirigente, responsabile di quella serie televisiva, chiamerei subito la Magnum per commissionarle un trailer.

Argomento correlato:
come realizzare un’illuminazione da CSI

Una foto che vale una visita

Tuesday 22 July 2008

E’ così che la giornalista Monica Maggioni ha commentato questa mattina su Rai 3 questa foto di
Obama in elicottero, realizzata durante la visita del candidato alla presidenza degli Stati Uniti in Iraq.

(Foto inconsapevolmente pubblicata per qualche istante anche su Scriverconlaluce, grazie all’ormai famosissimo widget gratuito della Reuters, che “regala” alcune delle “proprie” fotografie).

La foto è stata scattata dal sergente Lorie Jewell, giornalista embedded dal 2003.

Ecco cosa scrive Obama sul proprio Blog a proposito della guerra in Iraq:

So when I am Commander-in-Chief, I will set a new goal on day one: I will end this war. Not because politics compels it. Not because our troops cannot bear the burden- as heavy as it is. But because it is the right thing to do for our national security, and it will ultimately make us safer

Perché la Maggioni sostiene che sia una foto che vale un viaggio? Perché mostra Obama in “prima linea” che ascolta ciò che ha da dire il generale di turno in Iraq?!

In questo periodo la campagna elettorale USA è incentrata sulla politica estera, quindi sulla guerra che si protrae già da alcuni anni in Iraq. Il candidato del partito Repiubblicano, McCain, ha sostenuto pochi giorni orsono che Obama si sbaglia sulla guerra.

Voi cosa ne pensate di questa foto? Contraddice l’ipotesi di McCain? Farà guadagnare “punti” ad Obama?

Come si vince un Pulitzer

Tuesday 8 April 2008

Adrees Latif spiega come ha realizzato l’immagine che ha vinto il premio Pulitzer 2008, nella sezione Breaking News.

Il link: The story behind the Pulitzer picture

Il fotografo e l’assassina professionista

Monday 10 March 2008

The Indipendent ha pubblicato una storia intitolata: “I fell in love with a female assassin“.

A chi conosce l’inglese consiglio di leggere l’articolo in lingua originale, per gli altri ho preparato un brevissimo riassunto.

Un fotografo, durante un viaggio in treno in Colombia, fa amicizia con una ragazza. Le spiega che è un giornalista e vorrebbe documentare l’attività sia dei gruppi paramilitari che dei militari. Marilyn - così si chiama la ragazza - gli risponde che ha amici in entrambi i gruppi e sarebbe felice di aiutarlo.

Inizia in questo modo l’avventura di Jason P Howe: in breve tempo fotografa i campi di coca, incontra i paramilitari e passa ogni giorno diverse ore in compagnia di Marilyn; la tiene per mano, la bacia…
Purtroppo, per mancanza di fondi, Jason è costretto a tornare a casa in Inghilterra, ma non si dimentica della Colombia. Sei mesi più tardi fa tappa nuovamente a Puerto Asis. Scopre che Marilyn si è unita ai paramilitari e partecipa attivamente ad azioni di combattimento. Lui è sorpreso, ma non più di tanto; è consapevole di trovarsi in un Paese in guerra.

Nel frattempo, le sue fotografie vengono notate, ricevono importanti riconoscimenti (vedi: Pictures of the Year International competition 2003) e gli viene proposto di documentare la guerra in Iraq, dove rimane per sei mesi.

Quando ritorna in Colombia la sua relazione Marilyn si fa più intima e lei gli confessa che il suo ruolo all’interno dell’AUC è cambiato: ora è un’assassina e deve eliminare informatori e traditori; nella zona ha già ucciso 10 persone

Il riassunto non è completo: manca la parte finale, ma per le considerazioni che voglio fare, questo pezzo è già più che sufficiente.

Aggiungo che su Photoshelter sono presenti diverse fotografie scattate in Colombia da Jason P Howe; alcune di esse ritraggono Marilyn e sono seguite da questa didascalia:

Marilyn; a self confessed assassin who worked with the AUC paramilitaries before turning freelance in the backyard of here home near Puerto Asis, Colombia on the 13th of June 2003. She claimed to have killed at least 25 people and was herself murdered by the paramilitaries in October 2004 on suspicion of informing.

All’inizio del suo viaggio in America Latina, Howe voleva incontrare e fotografare membri delle FARC, dei gruppi militari e paramilitari - in pratica, quelli che lui riteneva fossero tutti i gruppi coinvolti - per cercare di capire e spiegare la storia degli ultimi quarant’anni della Colombia.
I giornalisti del mondo anglosassone sono soliti sentire le opinioni di tutte le parti in causa per spiegare al pubblico un determinato fatto: secondo questa logica è importante riportare la versione di una fazione, ma anche quella della fazione opposta.

Tuttavia, in situazioni conflittuali le persone ragionano in questo modo: “Se tu sei amico di un mio nemico, allora sei anche un mio nemico“.
Dove la cultura del sospetto è più forte, c’è anche chi ragiona così: “Se tu parli con i miei nemici, allora sei uno di loro“.

Per questo motivo, fotografare le “diverse” fazioni di un conflitto può essere dannatamente pericoloso. Per fotografare è necessario, infatti, essere presenti sul posto, passare del tempo con le persone ed - a volte - anche fare conversazione.

Jason P. Howe sostiene di aver fotografato membri delle FARC, militari e paramilitari. Sorprendentemente è riuscito a fotografare tutte le parti in causa, ma ad un certo punto si è innamorato di una donna, la stessa donna che gli ha fatto da guida e da “angelo custode” nel territorio controllato dai paramilitari

A volte per fare delle buone fotografie è necessario lasciarsi coinvolgere, ma ci sono dei limiti che non si dovrebbero valicare, perché a chi li oltrepassa può essere richiesto il pagamento di prezzo molto alto; nell’articolo ne parla lo stesso Howe.

there was a price to be paid for getting in so deep and it was high

Ad un dato momento del suo lavoro in Colombia il fotografo si è trovato talmente coinvolto, che le foto che ha fatto alla sua amante sono probabilmente le più importanti di tutte quelle che ha realizzato in America Latina. Jason P Howe si è trovato di fronte all’incredibile storia di una ragazza poco più che ventenne, madre di una bimba ed allo stesso tempo assassina professionista.

Un giorno, qualcuno girerà un film per il grande schermo con la seguente trama: “Giovane fotoreporter inglese, in missione in Colombia, s’innamora di una bella ragazza del posto, che nasconde una doppia identità…

Ultima foto: Jason con Marilyn

Reporter senza frontiere su Second Life

Thursday 4 October 2007

E’ dal mese di maggio che hanno aperto un “ufficio” su Second Life.

Non mi sono mai appassionato a quel gioco: una volta mi sono iscritto, ho provato ad entrare, ma dopo circa un minuto non mi stavo divertendo e sono giunto all’azzardata conclusione che stavo perdendo il mio tempo…

Cosa si può fotografare su Second Life? Il momento solenne in cui l’avatar di un utente scorretto viene bannato dal gioco? (a proposito, non sarebbe più giusto dire “bandito”, oppure “escluso” o “mandato in esilio”?!)

Come mai Reporter Senza Frontiere ha aperto un ufficio su Second Life?

www.rsf.org
Secondlife