Spazio del fotoamatore: Paolo Balestra

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Circa tre anni fa, durante il suo viaggio di nozze, ha riscoperto la passione per la fotografia.
Il quattro luglio scorso ha inaugurato il blog fotografico.
Ama fotografare la natura, i paesaggi, i vecchi borghi, ed in genere non fotografa le persone.

Con le sue fotografie racconta la condizione di calma e di quiete che incontra durante le sue passeggiate in Sardegna. Anche quando si trova in un luogo potenzialmente caotico, come potrebbe essere il salone di un ristorante all’ora di cena o una grotta
piena zeppa di turisti in visita guidata, Paolo cerca l’angolo più tranquillo ed una volta individuato, lo fotografa.

Sul suo blog leggo:

Fotografare l’interno delle grotte è un’impresa: si è circondati da una furia di turisti indisciplinati, chiassosi e irrispettosi dei presenti e del luogo, che avanzano facendosi largo a spinte. La guida che accompagna obbligatoriamente ciascun gruppo somiglia più ad un pastore (dall’infinita pazienza) e i turisti ad un gregge disordinato.

Anche queste situazioni si potrebbero raccontare con una o più fotografie, ma paradossalmente, in quelle condizioni, è più semplice fare una bella foto alle pareti interne della grotta che si riflettono nell’acqua, che creare un’immagine di grande impatto che mostri “la furia di turisti indisciplinati”.

In genere, cerchiamo sempre di fotografare ciò che ci piace, ma la fotografia è un linguaggio, come lo sono la scrittura e la parola, può quindi essere utilizzata per descrivere anche ciò che non è di nostro gradimento. In questo senso con una fotografia si può esprimere la propria opinione.

Lo strumento fotografico può essere utilizzato per raccontare ciò che ci piace, ma anche per mostrare ad altre persone ciò che non ci piace.

Ora, non voglio, che Paolo torni nella grotta a fotografare “la furia di turisti indisciplinati”, ma sarei contento se i lettori di questa “rubrica” iniziassero a considerare la macchina fotografica come un mezzo per esprimere delle opinioni, anche critiche se è il caso, e non solo come uno strumento per fare delle “belle” fotografie.

Non c’è niente di male nel recarsi in un luogo, scegliere l’angolo più bello ed immortalarlo con la fotocamera. Tuttavia la fotografia è uno strumento molto potente ed è giusto sapere che come tale può essere utilizzato.

Ora che Paolo lo sa, può continuare a documentare la pace e la tranquillità dei luoghi che visita. Le foto che mi ha mostrato sono belle e mi hanno fatto scoprire l’esistenza di luoghi interessanti che non conoscevo, come l’antico borgo di San Salvatore e l’eremo “Le Celle”

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