Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore

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L’altra settimana, guardando il film Metropolis (quello del 1927, di Fritz Lang), mi è tornata in mente una delle frasi più citate del fotografo francese Henri Cartier-Bresson (1908 – 2004): “Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore”.
Mi è tornata in mente quella frase perché nel film di Fritz Lang si racconta di un mediatore: qualcuno che sarebbe diventato il “cuore tra la testa (i pensatori) e la mano (i lavoratori)”.
Non ho a disposizione alcun elemento concreto, per sostenere la tesi secondo cui nel formulare la sua definizione di fotografia Cartier-Bresson sia stato in qualche modo influenzato dal film di Fritz Lang. Questa è solo una stravagante idea che mi è venuta durante la visione di Metropolis. Un’idea che comunque non mi abbandona. Cartier-Bresson parla di: mente, occhi e cuore. In Metropolis di Fritz Lang vengono sottolineate, più di una volta, le seguenti parole: testa, cuore e mano. In entrambi i casi siamo in presenza di tre variabili, legate tra loro da una relazione. Io trovo che vi siano delle analogie e per cercare di renderle più esplicite ho realizzato questa semplice illustrazione.

È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore

È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore

Certo, le analogie credo finiscano qui: vi sono delle enormi differenze ed il contesto a cui si riferiscono queste due frasi è completamente differente. Il film di Fritz Lang ha una propria morale e finisce con questa didascalia: “Il mediatore tra la testa e le mani dev’essere il cuore”, riferendosi alla figura di Freder come mediatore tra due classi sociali, cioè i lavoratori ed i dirigenti. Al contrario, Cartier-Bresson vuole spiegare in modo elegante in cosa consista la fotografia. Tuttavia ciò non esclude, almeno senza aver effettuato adeguati approfondimenti, che il famoso fotografo non abbia tratto ispirazione (magari anche inconsciamente) dal film di Fritz Lang per arrivare a formulare la famosa frase: “Fotografare […]. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore”.

Per arrivare a fare queste considerazioni non ho letto libri particolari, svolto ricerche specifiche o consultato super esperti in materia; mi è semplicemente venuta in mente guardando un vecchio film. Si tratta solo di una supposizione, buttata qui sul Web, in attesa che qualcuno la prenda sul serio e decida di provare a verificarla o a confutarla.

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