Un evento è vero solo se è stato fotografato

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Recentemente ho rivisto un documentario (credo si intitolasse “Looking for an icon“) in cui Oliviero Toscani, a proposito della fotografia, sosteneva che un evento è successo veramente solo se qualcuno l’ha fotografato. Questo perché le persone credono alle immagini che vedono.

Tempo fa ho visto il film “L’inventore di favole” (Shattered glass), la cui trama prende spunto dalla vicenda di un giornalista americano di nome Stephen Glass, editorialista per il The New Republic e collaboratore free lance per diversi magazine, quali George, Harper’s e Rolling Stones.
Nella versione cinematografica, il protagonista ha inventato di sana pianta una storia; persino le persone citate negli articoli erano frutto della sua fantasia. Se mi ricordo bene, al termine del film, qualcuno (una donna) dice qualcosa di molto importante al direttore del giornale, disperato perché non si era accorto che il suo più brillante editorialista si era inventato uno scoop: “Le fotografie!” se il direttore avesse chiesto al giornalista le fotografie delle persone citate negli articoli, prima di pubblicarli si sarebbe accorto subito che si trattava di un bufala (questa è la tesi sostenuta dalla donna).

Oliver Stone ha realizzato un documentario su Fidel Castro. Ad una domanda del regista, il leader cubano ha risposto: “Non troverai nemmeno una fotografia degli ultimi trent’anni in cui la polizia di Cuba si è comportata in maniera oppressiva nei confronti del popolo“.

La fotografia come prova che un evento è successo o non è successo.

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