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Isabelle Caro

October 19th, 2007 1 comment

Ne avevo parlato in modo freddo e distaccato qualche tempo fa nel messaggio: “L’anoressia secondo Oliviero Toscani: un lavoro da fotoreporter?

Oggi ho trovato il blog di quella ragazza malata di anoressia protagonista della campagna pubblicitaria; qui c’è una foto che Isabelle ha pubblicato sul suo sito realizzata durante le riprese con Toscani (link).

Sul suo blog ci sono molte altre fotografie, sono quasi tutte scioccanti. Dovreste guardarle.

Sono rimasto di stucco a leggere alcuni commenti, come quello di tal Mette Pulsen, che a proposito della foto presente in questa pagina del sito di Isabelle (link), scrive: “You look awesome in this picture“.

Come ci si deve comportare? Cosa si può dire ad una ragazza in quello stato per cercare di aiutarla a superare l’anoressia? Mentire e dirle che è il ritratto della salute? dirle che in quelle condizioni – pelle e ossa – non sta affatto bene? (e questa è la verità) oppure non dirle niente? Proprio non lo so.

Forse sarebbe il caso di chiamarle l’ambulanza, come ha già suggerito qualcuno…

Il suo blog lo trovate qui: Isabelle Caro

L’anoressia secondo Oliviero Toscani: un lavoro da fotoreporter?

September 26th, 2007 2 comments

Circa un anno fa, scrissi due righe riguardo ad un documentario-reportage fotografico realizzato da Lauren Greenfield; il messaggio lo intitolai: “Magre da morire“. Dopo circa un mese, ne scrissi un’altro sempre sullo stesso argomento: “Dying to be thin“.

Lauren Greenfield è una fotoreporter: con la macchina fotografica e la videocamera racconta l’epoca in cui viviamo. Per il suo documentario sull’anoressia è stata nominata ad un Emmy Award.

Oliviero Toscani è un fotografo di moda, talmente famoso da non aver bisogno di presentazioni. Le sue campagne pubblicitarie fanno spesso discutere, il perché dovreste già saperlo.

E’ uscita da pochi giorni l’ultima pubblicità, realizzata da Toscani per Nolita, fashion brand del gruppo Flash&Partner e già fa discutere. Nolita si occupa di moda: vestiti, abbigliamento, ecc.

La ragazza protagonista della pubblicità si chiama Isabelle Caro ed è malata di anoressia. Guarirà? A vederla in foto, sembra arrivata ad un punto di non ritorno…

Sono già usciti numerosi articoli sulla controversa campagna pubblicitaria, ne parlano: Repubblica, il Sole24Ore, Timesonline, Libération, Corriere, TGcom, Panorama e nei prossimi giorni ne seguiranno molti altri.

Sul dizionario d’italiano Sabatini-Coletti si legge che la pubblicità è “quell’insieme di attività e di mezzi attraverso cui si richiama l’attenzione del pubblico, a fini promozionali su prodotti, servizi, prestazioni di vario tipo, predisponendo messaggi adatti alla fascia di popolazione che più interessa“.

Secondo i manager della Flash&Partner il messaggio pubblicitario della campagna di Toscani è rivolto: “alle giovani donne sensibili ed attente alle mode“.

Luisa Bertoncello, amministratore delegato di Flash&Partner“, afferma sul sito di Nolita: “L’intento aziendale è proprio quello di usare la pubblicità come strumento di sensibilizzazione ai temi sociali“.

Sul sito dell’Ansa si legge una frase attribuita a Toscani: “Io ho fatto, come sempre, un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo“.

Voi cosa ne pensate? Toscani è un fotografo di moda o un reporter?

Che differenza c’è tra il lavoro realizzato da Lauren Greenfield e quello di Toscani?

Il sito: Nolita

Argomento correlato:
Isabelle Caro: chiamarle l’ambulanza?

Un evento è vero solo se è stato fotografato

January 3rd, 2007 No comments

Recentemente ho rivisto un documentario (credo si intitolasse “Looking for an icon“) in cui Oliviero Toscani, a proposito della fotografia, sosteneva che un evento è successo veramente solo se qualcuno l’ha fotografato. Questo perché le persone credono alle immagini che vedono.

Tempo fa ho visto il film “L’inventore di favole” (Shattered glass), la cui trama prende spunto dalla vicenda di un giornalista americano di nome Stephen Glass, editorialista per il The New Republic e collaboratore free lance per diversi magazine, quali George, Harper’s e Rolling Stones.
Nella versione cinematografica, il protagonista ha inventato di sana pianta una storia; persino le persone citate negli articoli erano frutto della sua fantasia. Se mi ricordo bene, al termine del film, qualcuno (una donna) dice qualcosa di molto importante al direttore del giornale, disperato perché non si era accorto che il suo più brillante editorialista si era inventato uno scoop: “Le fotografie!” se il direttore avesse chiesto al giornalista le fotografie delle persone citate negli articoli, prima di pubblicarli si sarebbe accorto subito che si trattava di un bufala (questa è la tesi sostenuta dalla donna).

Oliver Stone ha realizzato un documentario su Fidel Castro. Ad una domanda del regista, il leader cubano ha risposto: “Non troverai nemmeno una fotografia degli ultimi trent’anni in cui la polizia di Cuba si è comportata in maniera oppressiva nei confronti del popolo“.

La fotografia come prova che un evento è successo o non è successo.