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Philip Jones Griffiths

November 28th, 2007 No comments

Questa pagina è didicata al fotografo Philip Jones Griffiths e contiene una serie di link ad articoli che lo riguardano ed interviste varie. Ho pensato di riassumere per brevi punti gli argomenti trattati da ogni articolo.

- Su The Digital Journalist: Philip Jones Griffiths

Vengono trattati i seguenti temi:

1) il fotografo racconta come è nato il reportage – Agent Orange:”Collateral Damage” in Viet Nam.
Agent Orange conteneva la diossina. “In the summer of 1969 four Saigon newspapers ran stories with pictures of deformed babies born to women who had been sprayed with Agent Orange“. Un lavoro di reportage durato 22 anni.

2) Racconta le motivazioni che l’hanno spinto a fare queste fotografie.

3) Sono visibili le fotografie. Un delle didascalie dice: “Stillborn deformed fetuses preserved in formaldehyde at the Tu Du Hospital in Ho Chi Minh City.” (E’ una foto in cui si vedono bambini nati morti conservati presso un ospedale in contenitori di vetro sotto formaldeide)

Getting a book like this in print was not easy and I was indeed lucky to find a brave publisher. It will not be an easy “sell” but in a perfect world it would be in every school library in the country.

4) Sono presenti alcuni video in cui Philip Jones Griffiths parla di quel reportage, ma l’audio fa schifo.

- Segnalo quest’intervista in inglese a Is War Photography Art? di Carmela Cruz.

Vengono trattati i seguenti temi:

1) il vantaggio di raccontare con le fotografie: is that second-hand impressions are avoided;

2) le statistiche sono importanti, ma ciò che attira l’attenzione è la vicenda del singolo: “it’s a photograph of the anguish in the eyes of a starving child in Darfur that initiates the quest for a solution“;

3) vantaggi e svantaggi della fotografia digitale;

3) la fotografia di guerra è arte?

- Musarium: Vietnam Inc.

1) Su questo sito sono presenti diversi video in cui Philip Jones Griffiths spiega e discute i seguenti argomenti.
Il reportage Vietnam Inc. – Why he did the book, Producing a historical document, Emotional coverage, Choking photograph, Role of religion.
Fotografia e giornalismo: The anarchist journalist, Controlling the history of the 20th Century, Being “in the circle”, Color and B/W, Digital photography, Context of why.
Essere un membro della Magnum: The perspective from New York, More on New York and Paris, Day in the Life projects, Doing corporate work, Women and minorities.

- Qui c’è un’altra intervista. Ntlworld: parla della sua vita, dei suoi reportage ed anche della sua attrezzatura fotografica. “All my life I’ve had this recurrent dream of discovering the perfect camera in some back street shop in Bangkok. Poets can scribble with charcoal on bits of paper ­ we, alas, are forced to fret over the deficiencies of our equipment.

Dove acquistare i due libri “Agent Orange” e “Vietnam Inc.”?
Poiché non li ho trovati dal rivenditore italiano, li potete far arrivare direttamente dall’America standovene comodamente seduti alla vostra scrivania:
- Agent Orange: Collateral Damage in Vietnam
- Vietnam Inc.

Ho trovato il video di un’intervista ad Alec Soth

October 26th, 2007 1 comment

Sul sito 2point8 ho trovato questo video in cui Michael David Murphy intervista il fotografo Alec Soth.

In particolare, parlano del nuovo libro “Dog Days” e degli altri libri da lui realizzati, ma non solo…

Avevo parlato di Alec Soth in un altro messaggio: “Il fotografo di Minneapolis e la tragedia del ponte

Il mastino di Koudelka

October 3rd, 2007 No comments

L’altro giorno guardando le fotografie di Dario Palomba mi è venuto in mente il famoso romanzo “Il mastino dei Baskerville” di Arthur Conan Doyle.

Oggi ho visto una foto realizzata da Josef Koudelka in Francia nel 1987 (Hauts-de-Seine. Parc de Sceaux), che ritrae la sagoma di un segugio: c’è la neve e grazie al suo senso dell’olfatto la belva sta seguendo una pista…

Ecco, quello potrebbe essere proprio il Mastino dei Baskerville!

In una foto scattata probabilmente pochi secondi prima, sempre da Koudelka, o pochi secondi dopo, chi lo sa! si vede lo stesso cane che rincorre gioioso una barboncina (o stava seguendo un barboncino?)

No, non può certamente essere lui il temibile mastino dei Baskerville!

A volte ti capita di vedere una foto e pensi che abbia un significato; dopo un po’ ne vedi un’altra scattata nello stesso posto a pochi secondi di distanza dalla precedente e la fotografia di prima assume un significato completamente diverso da quello che avevi ipotizzato in principio

Alcuni libri di Josef Koudelka:
Caos
Koudelka (la foto del mastino dovrebbe essere in questo libro, credo)
Teatro del Tempo

Il fotografo di Minneapolis e la tragedia del ponte

August 3rd, 2007 No comments

Seguo da alcuni mesi il blog di Alec Soth, un fotografo professionista di Minneapolis. Potete ammirare il suo portfolio visitando il suo suo sito web.

A proposito della tragedia del ponte, ha scritto sul suo blog in un messaggio intitolato “two-exclamation-point limit“, che al momento della disgrazia stava camminando con il proprio pargolo di un anno per strada, quando un passante l’ha avvisato del crollo di un ponte nel fiume Mississippi, a Minneapolis.

Il suo primo pensiero è stato quello di chiamare sua moglie, poi si è posto la domanda: “should I go make pictures?“.

Andare a fotografare o no? Sulla scena sono arrivati quasi immediatamente gli elecotteri delle TV, così come i fotografi delle agenzie di news. Per non parlare di tutti i passanti dotati di telefonino con telecamera incorporata, che avrebbero sicuramente filmato o fotografato la disgrazia.

Alec Soth ha scelto di non andare a fotografare.

Chissà se Robert Capa avrebbe preso la stessa decisione del suo collega del Minnesota? difficile dirlo, poiché Capa lavorava e viveva in un’epoca diversa da quella attuale: non c’erano telefonini con videocamera incorporata, la televisione era un oggetto ancora sconosciuto ai più e le notizie si ascoltavano per radio o si leggevano sul giornale del mattino.

Il fotografo di Minneapolis ha segnalato sul suo blog un messaggio interessante, apparso su PDNPulse: “Tragedy Fuels Breathless Press Release!!

Qualche anno fa Soth realizzò un reportage fotografico, intitolato Sleeping by the Mississippi

Libri consigliati (non sono libri di fotografie, ma riguardano il fiume in oggetto):
Vita sul Mississippi di Mark Twain
La terra del blues. Delta del Mississippi, viaggio all’origine della musica nera. Con CD Audio di Alan Lomax

Argomento correlato:
Fotografare le tragedie: consigli dello psicologo.

Il business delle Olimpiadi ed il fotoreporter embedded

August 2nd, 2007 No comments

Il British Journal of Photography (link) riporta un’intervista a Stuart Franklin, presidente dell’agenzia fotografica Magnum, che spiega i motivi per cui si è rifiutato di firmare un contratto, che garantisse ai membri della cooperativa la possibilità di fotografare il sito Olimpico di Londra 2012.

Secondo quanto riportato dalla rivista, Franklin ha riferito che per via di alcune clausole presenti nel contratto, nessuna organizzazione interessata alla fotografia di documentazione di qualità dovrebbe prendere in considerazione quella proposta…

I motivi del rifiuto riguardano i seguenti aspetti:

1) la cessione dei diritti d’autore relativi alle immagini all’Olympic Delivery Authority;

2) l’esplicita richiesta di non fare nulla che potrebbe nuocere o arrecare imbarazzo agli organizzatori o agli sponsor ufficiali;

3) la richiesta da parte dell’Olympic Delivery Authority di poter modificare, alterare, adattare il lavoro dei fotografi;

4) il linguaggio utilizzato dall’ODA nelle comunicazioni, quando si riferisce alle agenzie fotografiche le indica con il termine “fornitori”.

Leggendo l’articolo intitolato Magnum snubs Olympics, pubblicato sul sito del The British Journal of Photography, mi viene in mente il termine utilizzato per indicare i giornalisti al seguito delle truppe americane in guerra: “embedded“.

Mi piacerebbe leggere da qualche parte una risposta pubblica da parte del Comitato Olimpico di Londra 2012.

Argomento correlato:
il libro fotografico di Stuart Franklin: “La città dinamica

Magnum: Photo of the week

July 16th, 2007 No comments

Sottotitolo: come realizzare un blog fotografico di successo

magnum photo of the week Il blog ufficiale dell’agenzia fotografica Magnum sembra risvegliarsi da un torpore durato diverse settimane.

Ad occuparsi della gestione di quella che è la più recente novità del sito è Martin Fuchs, un webdesigner-photojournalist austriaco, che tempo fa aveva svolto uno stage all’interno della famosa agenzia, con cui da allora collabora come webmaster e adesso anche come blogger.

Posting a photo of the week is not a new idea

…scrive Martin nel suo primo messaggio…

but it’s a nice way to share some more photographs from Magnum’s enormous archive with you.

sì, è un’idea carina.

Scrive inoltre, che l’archivio che ha a disposizione è di ben 400.000 immagini e che non c’è il rischio di pubblicare immagini inadeguate, data anche la qualità delle fotografie realizzate dai membri della “coperativa”.

Il fotoblog della Magnum avrà successo?

Non lo so, anche perché il termine “successo”, ha senso solo se rapportato alle aspettative di chi ha intrapreso l’iniziativa.

Su di un fatto sono comunque sicuro: quell’agenzia ha un enorme archivio di foto eccezionali, ne detiene i diritti ed il “ragazzo” che gestisce il blog, da quello che si può vedere dai progetti che ha pubblicato, sembra essere piuttosto bravo.

La dottrina del “Fair Use

Negli Stati Uniti esistono limitazioni al diritto d’autore; una di queste è chiamata la dottrina del Fair Use.

Nel Web ci sono molti blog che ogni giorno pubblicano fotografie. Spesso si tratta di immagini che non sono state realizzate dall’autore del sito, ma da fotografi famosi. La maggior parte dei blogger si limita a commentarle, a criticarle o a riportarvi accanto notizie riguardanti l’autore.

Notwithstanding the provisions of sections 106 and 106A, the fair use of a copyrighted work, including such use by reproduction in copies or phonorecords or by any other means specified by that section, for purposes such as criticism, comment, news reporting, teaching (including multiple copies for classroom use), scholarship, or research, is not an infringement of copyright. (Continua…)

Secondo quanto previsto dalla dottrina del Fair Use, sembrerebbe che negli Stati Uniti, pubblicare senza chiederne il previo consenso all’autore una sua fotografia per effettuarne la critica non sarebbe una violazione del copyright.
(ATTENZIONE: ho scritto “sembrerebbe”, condizionale! Inoltre mi riferisco a quanto è previsto negli USA, non in Italia. Voglio anche sottolineare quanto segue: “pubblicare una fotografia per effettuarne una critica” è ben diverso dal “pubblicare una foto per illustrare un qualsiasi articolo”. Non è possibile quindi invocare il Fair Use ogni volta che si voglia pubblicare una fotografia realizzata da qualcun altro, ma a tale proposito, per avere una visione più completa e meno superficiale, vi rimando al Capitolo 1 delle leggi su copyright statunitensi.)

Quale vantaggio competitivo ha il sito della Magnum?

In seguito a queste considerazioni c’è da chiedersi se il blog della Magnum abbia veramente un vantaggio competitivo rilevante, rispetto a quello di un qualsiasi blogger americano, che può commentare, fare una critica o parlare dell’autore di tutte le fotografie che vuole e pubblicarle gratuitamente sul suo sito, purché vengano rispettati i dettami previsti dalla dottrina del Fair Use.

In quest’ottica, disporre di un archivio di 400,000 immagini o non averne affatto non ha alcuna influenza sul successo di un blog fotografico.

Se Martin Fuchs vuole rivitalizzare il blog di quella agenzia deve tenere conto di queste considerazioni, pensare a quale pubblico intende rivolgersi (redazioni di riviste e giornali, fotoamatori, aspiranti fotografi, fotografi che vorrebbero entrare a far parte della Magnum oppure il grande pubblico) ed accompagnare le immagini con testi originali e di interesse rilevante per i visitatori del sito.

Photo of the week

Argomento correlato:
fotografi famosi

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Martin Parr

August 19th, 2006 No comments

Si svolgerà presso la galleria Forma, centro internazionale di fotografia di Milano, che si trova in Piazza Tito Lucrezio Caro 1, dal 14 settembre al 19 novembre 2006, la mostra fotografica del reporter inglese, membro dell’agenzia fotografica Magnum, Martin Parr.

La mostra, curata da Val Williams, è una retrospettiva dell’autore, che raccoglie alcune delle sue immagini, realizzate dagli anni settanta fino al duemilacinque e viene presentata a Milano (unica tappa italiana) dopo il successo di Londra e Parigi.

Parr, clase ’52, è nato a Epsom, Surrey, ed ha studiato fotografia presso il Manchester Polytechnic (1970-73).

Ha lavorato come freelance per diversi anni, dedicandosi anche all’insegnamento.

E’ entrato a far parte della Magnum nel 1994, ma solo dopo diversi colloqui, poiché alcuni soci dell’agenzia ritenevano il suo stile fotografico eccessivamente provocatorio.

Fotografa spesso in medio formato a colori e con il flash di riempimento. Il suo tema preferito è il turismo di massa ed i soggetti che ritrae più spesso sono souvenir, dolci colorati, bibite, giocattoli, cartoline, automobili, supermarket, spiagge affollate e, naturalmente, turisti.

Acquista il catalogo della mostra

Intervista a Martin Parr

L’agenzia fotografica Magnum

December 22nd, 2005 No comments

E’ un’agenzia fotografica che si distingue dalle altre per il fatto che gli azionisti di riferimento sono i suoi fotografi. E’ una specie di cooperativa.

I fotografi della Magnum viaggiano per il mondo e lo raccontano attraverso le loro fotografie. Ritraggono la gente comune, i personaggi di spicco della società, immortalano gli eventi ed i fatti più o meno importanti.

Come agenzia ha quattro uffici principali: uno a New York, uno a Parigi, uno a Londra ed uno a Tokyo. Gestisce inoltre una rete di 15 sub-agenzie. Fornisce immagini alla stampa, all’editoria, alla pubblicità, alla televisione ed organizza mostre ed esposizioni in tutto il mondo.

I fotografi che hanno lavorato e che lavorano alla Magnum sono tra i più dotati al mondo.
Il sito ufficiale dell’agenzia è un vero e proprio archivio di immagni. Da solo potrebbe raccontare, tramite le fotografie presenti, la storia dell’umanità dagli anni cinquanta ad oggi.

La navigazione tra le pagine è piuttosto semplice. Le foto sono catalogate per autore, ma sono presenti anche delle sezioni (Features, Book, Exhibitions), in cui vengono organizzate per temi.

Il sito: www.magnumphotos.com

Argomenti correlati:
- la mostra “Euro Visions”
- Ma la Magnum vende le foto un tanto al Kilo?

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