Avevo scritto del documentario realizzato dalla fotografa Lauren Greenfield in un messaggio del 18 ottobre 2006 intitolato: “magre da morire“.
Il documentario viene trasmesso in questi giorni, in Italia sulle reti SKY (sul canale 142, credo), e la traduzione del titolo è proprio questa: “Magre da morire”.
Pochi minuti fa, ho letto un post, scritto da Jay DeFoore: “Star of Lauren Greenfield Doc Dead of Apparent Suicide“.
Polly Ann Williams era una fotografa ed era anche una delle protagoniste del documentario in oggetto.
Lauren Greenfield parla della prematura scomparsa di Polly sul suo sito: “Polly Ann Williams in Memorium (1974-2008)”
Il 18 ottobre ho scritto su questo blog un post (Magre da morire) relativo al reportage realizzato dalla fotografa Lauren Greenfield ed intitolato “Dying to be thin“.
Fino ad oggi mi sono chiesto come abbia fatto a realizzarlo tutto da sola: interviste, fotografie, riprese video, montaggio video…
Ora leggo su Popular Photography che…
Greenfield and her three crew members often worked 12- to 16-hour days
Il documentario è frutto del lavoro di una squadra, composta da persone con compiti diversi.
Nell’articolo apparso l’altro giorno su Popular Photography, c’è un altro passaggio molto importante, da non dimenticare per chi vuole fare dei reportage di un certo tipo; riguarda il rapporto che si è instaurato tra l’autrice del documentario e le ragazze filmate.
Greenfield and her crew frequently talked with the women without filming them, becoming friends with them, explaining why the film was important, and building the rapport that gives Thin its incredible intimacy.
Per realizzare determinate fotografie, filmare certi momenti, documentare alcune situazioni questa è la parte più difficile.
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Lauren Greenfield è una fotografa socia dell’agenzia VII.
Ora non realizza più solo fotografie, ma anche documentari con video, audio ed immagini, così come stanno facendo molti altri fotografi.
Quando, il mese scorso, ho letto su PDN, che i fotografi dell’agenzia VII, avevano iniziato ad occuparsi di progetti multimediali, ho pensato che avrebbero realizzato i soliti slideshow, più o meno interessanti, che si vedono ormai su molti siti web; mi sbagliavo!
“Dying to Be Thin” è un vero e proprio documentario. Riguarda i disturbi alimentari. Non ci sono solo fotografie, ma anche audio e video.
Se si inizia a guardarlo, non si può non rimanere colpiti da ciò che si vede e si sente.
Il link: Dying to Be Thin
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Navigando tra le pagine del sito dell’agenzia fotografica vii photo, ho scovato questo reportage fotografico, intitolato “Pet Plastic Surgery”, della fotografa Lauren Greenfield.
I pazienti del Dr. Alan Shulman sono cani, gatti, criceti…
Il reportage fotografico si apre con una foto del chirurgo a bordo della sua auto (una Jaguar cabrio) e con un grosso sigaro in bocca; continua, poi, con una serie di immagini di animali: il cane sdraiato a pancia in alto sopra quello che sembra essere un tavolo operatorio, il gatto diabetico con la fasciatura protettiva in testa ed il criceto depresso.
Segue la foto di una cliente abituale del dottore ed infine un Doberman che “si è fatto rifare” il profilo dal Dr. Shulman.