Un sito dedicato al mondo della fotografia: commenti, pensieri, recensioni, note, appunti, link e, talvolta, qualche reportage.


Guerra e fotografia

Friday 24 July 2009

Vorrei avere il tempo per ascoltare cosa dicono, ma purtroppo in questo periodo ho molti impegni. Vi segnalo questi sette video, in cui Stephen Mayes, Tim Hetherington, Gary Knight, MaryAnne Golon, Ashley Gilbertson affrontano il tema della fotografia di guerra.

Questo è il video introduttivo, qui ci sono gli altri sei

A giudicare dal titolo la parte più interessante sembra essere questa:
Qual è la motivazione che spinge un fotografo a raccontare con le immagini una guerra?

Condizione Critica: profughi di guerra in Congo

Thursday 18 December 2008

Su Fotografia & Informazione ho letto l’articolo “CONDIZIONE: CRITICA. Voci dalla guerra nell’est del Congo” di Chiara Ceolin e sono andato a vedere il video realizzato dal fotografo Cédric Gerbehaye (Agence VU).

Tra le immagini che mi hanno colpito c’è quella del generale Laurent Nkunda, leader del CNDP (National Congres for the Defense of the People). Si trova in una stanza semivuota, seduto alla scrivania ed alle sue spalle ci sono due guardie armate. Nkunda indossa un cappello da cowboy ed un giubbotto, credo sia di jeans. Sulla scrivania ci sono solo due telefonini ed un paio di occhiali da sole. Sul muro si legge uno slogan che riguarda la giustizia. Nkunda sembra molto giovane per essere un generale.

Il video è tradotto e doppiato in italiano e racconta le storie di alcuni profughi della guerra in Congo…

Un’altra fotografia, che non passa inosservata, è quella dove si vedono gli spazzolini da denti, ben ordinati, fissati ad una parete (di cartone) uno in fila all’altro: appartengono ad una famiglia di profughi, che vive in un campo privo dei più elementari servizi igienici. Anastasia abitava in una casa grande, prima di fuggire. Ora nel campo sfollati non ha nemmeno un tavolo su cui appoggiare il cibo per mangiare. Condivide una baracca improvvisata con gli otto figli ed il marito Albert, che prima della fuga faceva l’insegnante.

Lucie racconta di essere stata stuprata mentre dal campo stava andando a raccogliere la legna nel bosco, Ngarambe ha perso la moglie, uccisa da un proiettile vicino a casa sua, ora lui è in ospedale con il figlio di pochi pochi mesi: il piccolo era in braccio alla mamma quando è morta, è stato colpito, ma è sopravvissuto.

Le fotografie sono sono in bianco e nero; sono tutte interessanti e mostrate così in sequenza, raccontano alcuni momenti della vita, spesso tragica, di queste persone.

Il video dura circa 11 minuti: è più breve delle interminabili pause che Amdeus e Gerry Scotti fanno durante i quiz televisivi. Non potrebbero mandare questo filmato in onda sulle reti nazionali?

www.condition-critical.org

Fotografare un altro idiota con un fucile

Wednesday 5 December 2007

A proposito di fotogiornalismo e guerra.

In un’intervista di qualche tempo fa il fotografo Christopher Morris dichiarò di aver informato il photo editor della rivista Time che la sua giovane figlia era molto più importante per lui che rischiare la vita per fotografare un “altro idiota con il fucile”.

When Morris informed Time that his young daughter was more important to him than risking his life photographing “another idiot with a gun” the picture desk assigned him to the White House of George W Bush, a man in a suit.

Gli assegnarono così l’incarico di fotografare George Bush alla Casa Bianca.

L’intervista si trova su EPUK: Multi-media leaves stills standing as ten into VII adds up in London (fine pagina 2, inizio pagina 3)

Il suo sito: www.christophermorris.com

In questo momento sul suo sito ufficiale, in particolare nella sezione “moments” del suo portfolio, ci sono solo tre fotografie in cui compaiono uomini armati.

Argomenti correlati:
- fotografare George Bush
- Qual è la fotografia che avresti voluto scattare?

Philip Jones Griffiths

Wednesday 28 November 2007

Questa pagina è didicata al fotografo Philip Jones Griffiths e contiene una serie di link ad articoli che lo riguardano ed interviste varie. Ho pensato di riassumere per brevi punti gli argomenti trattati da ogni articolo.

- Su The Digital Journalist: Philip Jones Griffiths

Vengono trattati i seguenti temi:

1) il fotografo racconta come è nato il reportage - Agent Orange:”Collateral Damage” in Viet Nam.
Agent Orange conteneva la diossina. “In the summer of 1969 four Saigon newspapers ran stories with pictures of deformed babies born to women who had been sprayed with Agent Orange“. Un lavoro di reportage durato 22 anni.

2) Racconta le motivazioni che l’hanno spinto a fare queste fotografie.

3) Sono visibili le fotografie. Un delle didascalie dice: “Stillborn deformed fetuses preserved in formaldehyde at the Tu Du Hospital in Ho Chi Minh City.” (E’ una foto in cui si vedono bambini nati morti conservati presso un ospedale in contenitori di vetro sotto formaldeide)

Getting a book like this in print was not easy and I was indeed lucky to find a brave publisher. It will not be an easy “sell” but in a perfect world it would be in every school library in the country.

4) Sono presenti alcuni video in cui Philip Jones Griffiths parla di quel reportage, ma l’audio fa schifo.

- Segnalo quest’intervista in inglese a Is War Photography Art? di Carmela Cruz.

Vengono trattati i seguenti temi:

1) il vantaggio di raccontare con le fotografie: is that second-hand impressions are avoided;

2) le statistiche sono importanti, ma ciò che attira l’attenzione è la vicenda del singolo: “it’s a photograph of the anguish in the eyes of a starving child in Darfur that initiates the quest for a solution“;

3) vantaggi e svantaggi della fotografia digitale;

3) la fotografia di guerra è arte?

- Musarium: Vietnam Inc.

1) Su questo sito sono presenti diversi video in cui Philip Jones Griffiths spiega e discute i seguenti argomenti.
Il reportage Vietnam Inc. - Why he did the book, Producing a historical document, Emotional coverage, Choking photograph, Role of religion.
Fotografia e giornalismo: The anarchist journalist, Controlling the history of the 20th Century, Being “in the circle”, Color and B/W, Digital photography, Context of why.
Essere un membro della Magnum: The perspective from New York, More on New York and Paris, Day in the Life projects, Doing corporate work, Women and minorities.

- Qui c’è un’altra intervista. Ntlworld: parla della sua vita, dei suoi reportage ed anche della sua attrezzatura fotografica. “All my life I’ve had this recurrent dream of discovering the perfect camera in some back street shop in Bangkok. Poets can scribble with charcoal on bits of paper ­ we, alas, are forced to fret over the deficiencies of our equipment.

Dove acquistare i due libri “Agent Orange” e “Vietnam Inc.”?
Poiché non li ho trovati dal rivenditore italiano, li potete far arrivare direttamente dall’America standovene comodamente seduti alla vostra scrivania:
- Agent Orange: Collateral Damage in Vietnam
- Vietnam Inc.

Foto a colori della prima guerra mondiale

Tuesday 23 October 2007

Nel dicembre 2006, scrivevo contento un messaggio dal titolo: “Foto a colori di sessant’anni fa“.

Oggi ho scoperto un sito, www.worldwaronecolorphotos.com, in cui sono pubblicate centinaia di fotografie a colori: lavoratori, soldati, infermiere, suore, preti, alti prelati, chiese, case diroccate.

alcuni esempi: marinai, case bombardate, poi c’è questa, quest’altra, quest’altra ancora, anche questa mi sembra interessante, ma ce ne sono molte altre…

I link:
www.worldwaronecolorphotos.com
State of the Art
The Great War in Color
Jean-Baptiste Tournassoud