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Posts Tagged ‘fotografi’

Il reportage di Steve McCurry: bambini al lavoro

June 8th, 2011 Comments off

Sul suo blog fotografico, Steve McCurry ha pubblicato una serie di fotografie di bambini ritratti in diversi Paesi del mondo, tra cui: India, Nepal ed Afghanistan.
Li ha ripresi mentre erano al lavoro: uno vende il pane, l’altra trasporta piantine da vendere o da trapiantare, un bambino lavora in miniera, un ragazzino scolpisce statue, un’altro guida il cammello e c’è chi vende sigarette.

Immagine del blog di Steve Mccurry

Il blog del fotografo Steve Mccurry

Oltre alle immagini, il fotografo ci fornisce alcune informazioni; per esempio, McCurry sostiene, che nei paesi in via di sviluppo, un bambino su sei viene sfruttato per svolgere attività lavorative. In alcuni stati, addirittura, la percentuale di minori costretti a lavorare sale al 30%. Sul suo blog si scopre, che a livello mondiale, 126 milioni di bambini lavorano in codizioni pericolose, spesso sotto la minaccia di percosse, umiliazioni e violenze.

ImagineAsia è un’organizzazione noprofit, che si propone di collaborare con i capi delle comunità locali e delle organizzazioni non governative regionali con l’obiettivo di aiutare gli studenti Afghani a ricevere gli strumenti materiali e le risorse necessarie per imparare.

ImagineAsia

Il sito di ImagineAsia

Il sito di quest’organizzazione è fatto molto bene: è chiaro e diretto; c’è scritto chi sono, cosa fanno e di cosa hanno bisogno e le fotografie giocano un ruolo chiave, dando un volto alle “anonime” statistiche presenti nei testi. Tra le altre attività, che questa organizzazione svolge, c’è la traduzione in dari (lingua dell’Afghanistan) delle favole di Esopo, lo scrittore greco vissuto circa 2.500 anni fa e famoso per i suoi componimenti brevi con protagonisti animali personificati.

Tra i membri di ImagineAsia, oltre a Steve McCurry, c’è Peter Kilman, National Managing Director of U.S. Communications alla Deloitte LLP, una multinazionale, presente in 140 paesi e leader mondiale nel campo della revisione contabile e della consulenza finanziaria. Rahimullah Yusufzai è il redatore capo del quotidiano pachistano The News‘s Peshawar bureau.

Chissà se grazie all’intervento di questo fotoreporter e della sua organizzazione, anche nelle scuole afghane, in futuro, si potranno leggere le favole della volpe e l’uva, della cicala e della formica e del bambino che gridava al lupo al lupo?

Il sito ufficale di McCurry
Magnum Photos

Beijing: l’ultima Olimpiade con i fotografi?

July 3rd, 2008 No comments

Quella di Pechino sarà l’ultima Olimpiade coperta dai fotografi?

Se lo chiede Vincent Laforet, che in un lungo intervento su Sport Shooter tocca diversi temi circa il futuro della fotografia professionale e prevede un futuro nero per i fotoreporter!

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Lindsay Lohan non assomiglia a Marilyn

February 20th, 2008 No comments

Recentemente è apparso un servizio fotografico sulla rivista New York magazine in cui l’attrice Lindsay Lohan è stata ritratta dal fotografo Bert Stern in atteggiamenti simili e con abbigliamento analogo a quello indossato da Marilyn Monroe in un servizio realizzato dallo stesso Bert Stern, poco tempo prima che la Monroe morisse.

Leggete cosa ha scritto David Schonauer sul suo blog a proposito delle foto di Lindsay Lohan:

She looks like a transvestite in that blond wig

Secondo lui, la Lohan con quella parrucca, sembrerebbe un travestito! Sostiene, inoltre, che se le foto realizzate da Stern alla vera Marilyn erano belle, il merito era in gran parte di Marilyn, perché quell’attrice era particolarmente fotogenica.

Schonauer conclude che qualche volta i fotografi dovrebbero mettere il proprio ego da parte ed ammettere che è la persona ritratta che rende la fotografia splendida.

Ora vi chiedo: cosa avrebbe dovuto fare Stern? Rifiutarsi di fotografare Lindsay Lohan? E’ lui che l’ha scelta come modella? Avrebbe potuto sceglierne un’altra? Avrebbe potuto fotografarla abbigliata in un’altra maniera?

Vorrei aggiungere un’altra cosa. Quelle foto servivano a far vendere molte copie di quella rivista. E’ stato ottenuto questo risultato, grazie al servizio fotografico di Bert Stern?

Il sito dei Paparazzi, X17 online, dopo l’uscita di quelle immagini sul New York magazine, ha pubblicato un articolo intitolato Modern Marilyns. L’autore si chiede: “Tra queste star, chi assomiglia di più a Marilyn: Lindsay, Britney, Paris, Christina, Jessica, Sharon, Pam, Gwen?”

Sempre sullo stesso sito è presente il seguente pettegolezzo: Is Lindsay obsessed with Marilyn?

Zoe Strauss fotografa per le strade di Philadelphia

January 23rd, 2008 No comments

Zoe cammina per le strade di Philadelphia con la sua macchina fotografica appresso e ritrae tutto ciò che trova interessante.

I suoi soggetti preferiti sono i derelitti, specialmente se hanno un occhio nero o se sono menomati fisicamente. Ma trova interessanti anche i tatuaggi, le persone in maschera, le insegne luminose, i cartelli pubblicitari e le scritte sui muri.

I suoi provini sono tutti su Flickr e buona parte dei suoi lavori finiscono sul suo blog: www.zoestrauss.blogspot.com, che aggiorna quasi quotidianamente.

A differenza di molti altri fotografi Zoe Strauss non si preoccupa di mostrare al pubblico solo una selezione delle sue immagini “migliori”, ma ad esempio, sul suo account di Flickr si possono vedere fotografie scattate allo stesso soggetto da diverse angolazioni, oppure in sequenza. Praticamente buona parte della sua produzione fotografica finisce sul Web, liberamente consultabile da tutti.

Per farvi capire il genere di lavori che Zoe Strauss realizza vi segnalo queste foto, ma con un avvertimento: alcune di queste immagini potrebbero impressionarvi oppure urtare la vostra sensibilità.

- il tizio in barella che si fuma una sigaretta
- due amanti un po’ particolari
- un signore con le svastiche tatuate sulle spalle e la scritta Dresda 1945
- una donna con l’occhio ballerino
- la stessa donna della foto precedente a figura intera
- la figlia (da quello che ho capito) della donna della foto precedente
- Victoria che mostra l’addome
- una donna che mostra il suo tatuaggio sul petto
- un’altra donna che mostra il suo tatuaggio sul petto
- Eddie per sempre
- una vecchia con un cane in braccio
- un uomo ferito al volto
- il bambino che gioca con un fucile
- Vanessa che fuma

Guardando una fotografia realizzata da Zoe Strauss, difficilemente si escalmerà: “Wow, che bella foto!”. Tuttavia, è difficile rimanere indifferenti alla vista delle sue opere. Le chiamo opere perché Zoe è un’artista, l’anno scorso ha pure ricevuto una borsa di studio di cinquantamiladollari dall’UNITED STATES ARTISTS e, se volete, potete leggere il suo commento al ricevimento della notiza

Quando osservo le sue fotografie, mi chiedo: “Cos’è successo alla persona della foto? Qual è la sua storia?

Per favore, non rubare il mio lavoro

December 14th, 2007 No comments

E’ questo quello che scrivere sul suo blog Lane Hartwell.

Ogni giorno che passa, la fotografa scopre che le sue immagini sono state utilizzate da qualcuno senza averne ottenuto il permesso.
Dice che delle riviste hanno rubato le sue foto, ma anche alcuni suoi conoscenti se ne sono appropriati senza chiederle il consenso.

Ha disabilitato il download dal suo sito web, ma ciò non ha risolto il problema.

In aggiunta a tutto questo, quando le capita di fotografare qualcuno durante un evento, quest’ultimo le porge il biglietto da visita e le chiede di spedirgli per posta elettronica i file. Quando lei cerca di spiegare che non può farlo, ma loro possono acquistare delle stampe allora questi diventano ostili.

Alla fine del suo intervento si chiede: “Imagine a service or product you like, want or need. Would you expect to get it for free? When you go to work, are you okay if they don’t pay you for your time?” (translation: Immagina un servizio o un prodotto che ti piace. Pensi di prendertelo senza pagare? Quando vai a lavorare, ti aspetti che gli altri non ti paghino per la tua prestazione?)

Il link: Lane Hartwell says: “Please don’t steal my work
Un ariticolo al riguardo sulla rivista WIRED: Copyright Claim Erases Parody Video From YouTube – this post is about “fair use” of photos on Youtube.

Fotografare un altro idiota con un fucile

December 5th, 2007 No comments

A proposito di fotogiornalismo e guerra.

In un’intervista di qualche tempo fa il fotografo Christopher Morris dichiarò di aver informato il photo editor della rivista Time che la sua giovane figlia era molto più importante per lui che rischiare la vita per fotografare un “altro idiota con il fucile”.

When Morris informed Time that his young daughter was more important to him than risking his life photographing “another idiot with a gun” the picture desk assigned him to the White House of George W Bush, a man in a suit.

Gli assegnarono così l’incarico di fotografare George Bush alla Casa Bianca.

L’intervista si trova su EPUK: Multi-media leaves stills standing as ten into VII adds up in London (fine pagina 2, inizio pagina 3)

Il suo sito: www.christophermorris.com

In questo momento sul suo sito ufficiale, in particolare nella sezione “moments” del suo portfolio, ci sono solo tre fotografie in cui compaiono uomini armati.

Argomenti correlati:
- fotografare George Bush
- Qual è la fotografia che avresti voluto scattare?

Il backstage del calendario Campari con Eva Mendes

November 20th, 2007 No comments

Sui siti del Corriere de La Stampa è possibile vedere il backstage del servizio fotografico relativo al calendario Campari 2008 che ha come protagonista per dodici mesi l’attrice Eva Mendes. Si intitola “Campari Tales” ed è ispirato al mondo delle favole.

Il fotografo è Marino Parisotto; secondo l’articolo de La Stampa le riprese sono state effettuate in cinque giorni sulle spiagge di Rosignano (Livorno).

Nel video pubblicato sul sito del Corriere si vede abbastanza bene il set, con i vari flash e tutta l’attrezzatura utilizzata: da non perdere!

Argomento correlato:
- Il backstage delle foto di J. Greenberg a Gwen Stefani

I link:
- Il video sul Corriere
- Il video su La Stampa
- www.marinoparisotto.com

Vuoi vedere come lavora David LaChapelle?

November 18th, 2007 No comments

Ho trovato un video interessante riguardante David LaChapelle.

Il link: guarda il video

L’ultimo libro: David Lachapelle (Giunti Editore)
Altri libri che potete acquistare direttamente dagli Stati Uniti:
- Lachapelle Heaven to Hell (Photo Books)
- Hotel Lachapelle
- Lachapelle Land

argomenti correlati:
- fotografi famosi

Categories: fotografi Tags: ,

Deadpan photography

November 5th, 2007 No comments

Christian Patterson segnala sul suo blog un interessante articolo pubblicato dal Boston Globe: “Engaging yet ambiguous, deadpan photography provides a refuge from emotion in a time of worry“, di Greg Cook.

Riguarda quella che alcuni chiamano deadpan photography.

deadpan photography

Neutral expressions and cool, head-on compositions have become one of the signature styles of today’s art photography. Some have called it deadpan photography: The tone is impassive, matter-of-fact, detached. Often the people are posed.

Ho realizzato questo ritratto ieri, prima di aver letto l’articolo in questione…

Di solito non faccio questo tipo di fotografie, in genere fotografo il movimento e le persone non le ritraggo quasi mai in posa, ma questa volta, non so perché, ho fatto un’eccezione.

Alcuni fotografi nominati nell’articolo del Boston Globe sono: Rineke Dijkstra, Dawoud Bey, Laura McPhee, Martin Schoeller, Alec Soth.

Sul Web lo stile della deadpan photography ha i suoi sostenitori. Jörg Colberg è un astrofisico appassionato di fotografia, autore del popolare blog – Conscientious, date un’occhiata alle fotografie che segnala giorno per giorno.

Queste pose ricordano molto le foto vecchie di un passato ormai remoto; è come se Henri Cartier-Bresson non fosse mai esistito e tutta la storia della fotografia, dagli anni Trenta fino agli anni Novanta… volutamente dimenticata.

Alcuni di questi fotografi sostengono che il loro stile è influenzato anche dal tipo macchina fotografica utilizzata, spesso di grande formato, che richiede una preparazione allo scatto di almeno dieci minuti.

In that time the person settles in and they become more comfortable generally and they have a much more contemplative neutral expression. . .

E’ proprio quest’espressione “neutrale” del viso che sembra differenziare i ritratti della deadpan photography da quelli di fine Ottocento – inizio Novecento.

The Boston Globe: Here’s looking at you

Argomento correlato:
- imparare a fotografare
- pose nel ritratto: il profilo

The Shot: il reality degli aspiranti fotografi

November 3rd, 2007 No comments

Il conduttore è un fotografo di moda, Russell James; nel trailer dice che per lavorare nella moda non è sufficiente desiderare di possedere macchine fotografiche costose e fotografare donne bellissime. Per avere successo ci vogliono anche passione, disciplina e talento…
Allo show partecipano dieci fotografi in cerca di fama, con la speranza di vincere un premio da 100mila dollari; la formula è quella tipica dei reality: ogni settimana un concorrente viene eliminato.

VH1 – The Shot