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Battery Pack economici per flash da studio

September 8th, 2008 Comments off

Ho appena scoperto l’esistenza di questo battery pack per flash da studio: Explorer XT della Innovatronix.
Il grafico presente sul sito del produttore ne indica la compatibilità con gran parte dei flash professionali presenti in commercio.

Mi ha colpito il prezzo, che è molto più basso rispetto a quello dei battery pack prodotti da altre aziende.
Purtroppo non ho la possibilità fare un paragone accurato ed approfondito tra L’Explorer XT ed i suoi concorrenti, per una recensione del prodotto in oggetto rimando a questo sito in lingua inglese: DIYphotography.

L’ultima cena: come è stata fotografata l’opera di Leonardo da Vinci

November 22nd, 2007 No comments

Oggi ho ricevuto la newsletter di Aproma, azienda che distribuisce i flash Elinchrom in Italia ed altri prodotti per fotografia.

Non è la prima volta che la ricevo, è sempre molto interessante, ma questa volta lo è un po’ di più del solito.

Poco fa, infatti, tramite questa newsletter sono venuto a conoscenza del fatto che una società (Hal9000) ha realizzato (e pubblicato sul Web), utilizzando una fotocamera relfex Nikon D2Xs, con un obiettivo AF-S Nikkor 600mm f/4D IF-ED II, con il software di acquisizione in tempo Reale: Nikon Camera Control Pro; con una Testa Panoramica Motorizzata: CLAUSS Rodeon VR e con un flash Elinchrom; una fotografia di 16.118.035.591 pixel (172181 x 93611) della famosa opera di Leonardo da Vinci che si trova a Milano nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Per realizzare questo file megagigantesco ci sono voluti 1677 scatti.

I link:
- la foto online
- Il video del backstage

Flash da studio: cosa offre il mercato

November 14th, 2007 No comments

Le aziende produttrici di flash da studio offrono in genere soluzioni complete per l’illuminazione. Oltre ai flash, vengono prodotti anche pawer-pack (o portable power o generator battery; si tratta di “grosse” batterie ricaricabili), softbox, octobox di varie dimensioni e molti altri accessori, come ad esempio i radio trigger.

Elenco di aziende produttrici di flash da studio

- White Lightning, AlienBees

- Profoto

- Lumedyne

- Elinchrom

- Bowens

- Balcar

- Broncolor

- Britek

- Walimex

Argomento correlato:
- flash da studio: di cosa si tratta
- grossisti e distributori di prodotti fotografici in Italia

Vivitar 285: l’Harley Davidson dei flash

November 10th, 2007 6 comments

flash vivitar

Una delle prime immagini che mi vengono in mente quando penso alle Harley Davidson, sono le moto personalizzate: i chopper.

So che Harley e chopper non sono esattamente la stessa cosa, ma è anche vero che è difficile trovare due Harley Davidson identiche: i proprietari di queste moto cercano sempre di personalizzare le loro “compagne” di viaggio con accessori particolari, decorazioni ricercate e componenti aggiuntivi.

Se si effettua una ricerca in rete si scopre che ci sono i customizer: appassionati o professionisti che dedicano tutte le energie per progettare e creare nuovi componenti per le Harley in commercio. Insomma, dei veri e propri designer. Qualcuno li chiama addirittura “stilisti”.

Le Harley sono motociclette di grande cilindrata, comunque sopra i 750 cc, pensate per i lunghi viaggi e che producono un caratteristico, e non sempre gradito, rumore di scarico, ci racconta Wikipedia.

Il flash Vivitar 285 sembra aver qualcosa in comune con le Harley.

I primi esemplari furono prodotti negli anni Settanta , i modelli 283 e 285 ebbero un grande successo ed a tutt’oggi ci sono migliaia di appassionati e fotografi professionisti che continuano ad utilizzarli.

Il Vivitar 285 è un flash portatile con numero guida 36 (zoom in posizione normale); un numero guida di tutto rispetto, per un flash da montare sul contatto a caldo della macchina fotografica. Le dimensioni non sono proprio da peso piuma, ma si riesce comunque a reggerlo con una mano.
Non è un flash TTL, ma per me e per voi, non è un problema…

Il funzionamento è molto semplice: nella parte anteriore c’è una manopola, che regola la potenza del lampo. In posizione “M” la potenza è massima, se si vuole dimezzarla si può ruotare la manopola in corrispondenza del valore di “1/2″, se il lampo è ancora troppo forte lo si può regolare sul valore di “1/4″ o, addirittura, di “1/16″. Ciò significa che consente, a differenza di tantissimi modelli di flash nuovi e magari anche dalla tecnologia sofisticata, un controllo manuale dell’intensità del lampo. Questa è la cosa più importante!

Può funzionare anche in modalità automatica, se si imposta la manopola su uno dei seguenti colori: giallo, rosso, blu, viola. Tuttavia, non credo che sia questa la carattersitica più interessante di questo flash, per il tipo di uso che ne faccio, comunque sappiate che a 100 iso…

Giallo: diaframma alla massima apertura, head zoom in posizione normale, distanza tra 1,8 e 18 metri.

Rosso: diaframma a media apertura, head zoom in posizione normale, distanza tra 1,5 e 9,1 metri.

Blu: diaframma molto chiuso, head zoom in posizione normale, distanza tra 0,7 e 4 metri.

Viola: diaframma chiuso al massimo, head zoom in posizione normale, distanza tra 0,7 e 3,3 metri.

Questi flash rappresentano una soluzione economica e pratica se si vuole realizzare uno studio fotografico portatile, relativamente leggero e senza spendere cifre esorbitanti: con due Vivitar 285, due ombrelli fotografici, due cavalletti, la macchina fotografica, un telecomando e due receiver si dispone di tutto il necessario per controllare la luce in moltissime situazioni, all’aperto o al chiuso.

Tempo fa un negozio di New York effattuava modifiche ai Vivitar 283 e 285. Trasformava questi modelli in flash più potenti, flessibili e sostituiva la parabola di serie con una nuova: venivano chiamati gli Armatar Vivitar. L’NVS-1 era, invece, un Vivitar 283 modificato a potenza raddoppiata, con parabola modificata, realizzato dal signor Stuessy; è molto difficile trovarne uno sul mercato dell’usato.

Sui siti di aste online è ancora possibile trovare piastre in metallo che sostituiscono il piede in plastica dei Vivitar.

Esempi di Vivitar modificati:
- esempio 1 di Vivitar modificato (spiegazione in inglese)
- esempio 2 di Vivitar modificato (spiegazione in inglese)
- esempio 3 di Vivitar modificato (spiegazione in inglese)
- esempio 4 di Vivitar modificato (spiegazione in inglese)
- Foto di alcuni Armatar Vivitar
- A versatile manual power control for the Vivitar 283 (spiegazione in inglese)
- altro esempio di modifica (spiegazione in inglese)
- Azienda che effettua modifiche e vende batterie (in inglese)

Altre risorse:
- il ritorno di un classico (283) (articolo in inglese)
- Vivitar 285HV: recensione di Popphoto (articolo in inglese)
- Un articolo del New York Time del 1992 (in inglese)

Attenzione: alcuni vecchi modelli, in particolare quelli che non sono contrassegnati dalla sigla 285HV, potrebbero danneggiare le nuove fotocamere reflex digitali, se collegati tramite contatto a caldo con esse.

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Usare il flash separato dalla macchina fotografica: fotocellule

October 29th, 2007 No comments

Fotocellula per flash Molte persone non usano il flash, perché credono che con questo strumento non si possano realizzare foto dall’aspetto naturale.

Questo perché hanno ben presente il brutto effetto che il flash incorporato nella macchina fotografica produce quando si fotografa in ambienti poco illuminati: si ottengono infatti fastidiose ombre dai contorni ben delineati che rovinano lo sfondo, ombre che nella realtà non c’erano, ma sono state provocate dal lampo innescato dal fotografo. Per non parlare del diabolico fenomeno degli “occhi rossi”.

Flash La prima regola per ottenere delle foto dall’aspetto naturale utilizzando il lampo è quella di non utilizzare il flash incorporato nella fotocamera da solo, ma di adoperarne anche uno separato.

Le fotocellule sono gli strumenti che consentono di far scattare il secondo flash insieme a quello della macchina fotografica.

Si posiziona il secondo flash ad una distanza di qualche metro dalla macchina fotografica e quando si preme il pulsante di scatto, il lampo emesso dal flash presente sulla fotocamera comunica alla fotocellula di far scattare anche il secondo flash.

In questo modo, chi fotografa può dar sfogo alla propria creatività, essendo in grado di controllare, in parte, l’illuminazione della scena: l’uso di un secondo flash consente di minimizzare o eliminare completamente il problema degli “occhi rossi”, orientare in una direzione di propria scelta le ombre create dal lampo, evitare riflessi indesiderati su superfici riflettenti, ecc.

Il trucco, per ottenere risultati naturali, sta nel sapere dove posizionare il secondo flash, nel decidere come orientarlo e stabilire il rapporto tra l’intesità delle diverse fonti luminose. Occorre fare diverse prove.

Possibili problemi e soluzioni: il prelampo delle macchinine fotografiche digitali, la “malefica” funzione anti-occhi-rossi.

I lampeggiatori delle macchine fotografiche digitali solitamente emettono un prelampo per misurare “meglio” l’illuminazione della scena. Questo prelampo fa scattare in anticipo il secondo flash e la scena non risulterà illuminata come sperato. Sul mercato esistono delle fotocellule in grado di ingorare il prelampo e far scattare il secondo flash al momento giusto.

La “malefica” funzione anti-occhi-rossi inganna le fotocellule, la soluzione per risolvere il problema è semplice: disattivarla e non utilizzarla mai più.

Le fotocellule si rivelano utili per superare uno dei limiti principali delle macchine fotografiche compatte: la mancanza di una slitta con contatto per il flash.

Esistono altri metodi che consentono di utilizzare un flash separato dalla macchina fotografica: radio trigger con receiver e cavi sincro.

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Occhi rossi e fotografia con il flash
Imparare a fotografare

Se avete già utilizzato un flash separato dalla macchina fotografica potete rispondere a questo sondaggio:

[poll=3]

Un kit flash per tutte le occasioni

March 23rd, 2007 No comments

La rivista Pop Photo ha pubbicato un articolo, intitolato “Lights Your Way” di Peter Kolonia, in cui si affronta l’argomento della scelta delle luci da studio (o da location).

Questi kit sono utili per ritratti, per fotografia d’interni e per realizzare still life dall’aspetto professionale…

Con questo tipo di attrezzatura, si ottengono risultati, che sarebbero impensabili, fotografando solo con la luce ambiente o con l’uso del flash della macchina fotografica.

Quale tipo di kit acquistare? La rivista propone una serie di alternative: una per la fotografia in location, una per lo still life ed una per il ritratto in studio.

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- Come usare il flash

Categories: foto e accessori Tags:

Illuminazione nel ritratto fotografico: i segreti di Michael Grecco

January 8th, 2007 No comments

Nel numero di questo mese della rivista Digital Journalist, il fotografo Michael Grecco spiega alcune regole per illuminare i soggetti nelle sedute di ritratto.

Nell’articolo sostiene, che prima di tutto occorre considerare il colore della luce (a tale proposito, tempo fa, avevo già scritto qualcosa: temperatura colore della luce), poi il contrasto (misurabile con un esposimetro) ed infine il tipo di luce: diffusa o dura.

La spiegazione in lingua inglese

Alcune immagini con gli schemi dei punti luce

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Ma quanti flash ci vogliono, per fotografare una partita di pallacanestro!

April 1st, 2006 1 comment

Quanti di voi hanno provato a fotografare un incontro di pallacanestro, di pallavolo o di qualche altro sport che si svolge all’interno di un palazzetto sanno cosa significa dover lavorare a colori, in ambienti poco illuminati, con lampade fluorescenti e per giunta con atleti che si muovono in continuazione, effettuano cambi di direzione improvvisi e veloci, saltano più in alto che possono, cadono improvvisamente e fanno di tutto per spiazzare gli avversari.

I problemi principali sono due: illuminazione scarsa e dominanti di colore.

Per poter fermare l’azione di un’atleta è necessario impostare sulla macchina fotografica tempi brevi, anzi, brevissimi dell’ordine di 1/250 di secondo, se non di 1/1000!
Con tempi più lenti la foto risulterà inevitabilmente mossa. Il che nel 90% dei casi è male!

Una foto che ho scattato durante una partita di pallavolo Per poter utilizzare tempi così brevi la soluzione più comune è quella di fotografare ad iso elevati: 1600 iso o 3200, ma a volte non bastano neppure questi! Inoltre, è risaputo che utilizzare pellicole così sensibili richiede un compromesso in termini di grana della pellicola, che dai 400 iso in su aumenta notevolmente, mentre in digitale ciò che aumenta è il rumore di fondo. Tutto ciò influisce negativamente sulla qualità dell’immagine finale.

Ma non è tutto. Fotografare a colori con luci fluorescenti obbliga il fotografo a correggere le dominanti di colori. Questa non sempre è un’operazione semplicissima, anche se con l’avvento del digitale le cose sono migliorate notevolmente grazie alla possibilità di effettuare il bilanciamento del bianco in modo manuale.

Utilizzare dei potenti flash esterni, può risolvere contemporaneamente questi due grossi problemi!

In primo luogo, l’azione degli atleti viene “fermata”, non dal tempo di scatto che in genere è sempre dell’ordine di 1/250 di secondo, ma dal lampo del flash che solitamente è di brevissima durata: 1/1000 di secondo, ma che può anche essere più breve.

In secondo luogo, si elimina il problema delle dominanti di colore, perché la luce del lampo del flash ha una temperatura in gradi Kelvin simile a quella della luce solare del giorno.

C’è però un problema: il flash incorporato nella fotocamera non è adeguato per questo tipo di riprese e l’investimento necessario per acquistare l’attrezzatura giusta è ingente, ed inoltre, comporta costi di immagazzinamento rilevanti, per via del volume ingombrante dell’equipaggiamento.

Per farvi un’idea di quanto possa diventare “pesante” l’attrezzatura, in questo articolo che segue, in inglese, troverete una bella fotografia di un assistente dei fotoreporter della rivista americana Sport Illustrated, vicino ai flash che utilizzeranno per immortalare le azioni di una partita di basket: http://www.sportsshooter.com/news/1565

Interessanti anche gli interventi su questo forum di discussione

Avete idea del costo di tutta quella attrezzatura? Saranno almeno 100mila Euro: flash, fotocamere, radiocomandi, accumulatori…

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Fotografia con il flash: tempi lenti.

March 26th, 2006 No comments

foto del mio telefoninoQuando nel campo inquadrato è presente una fonte luminosa può essere vantaggioso fotografare con il flash impostando sulla fotocamera un tempo di scatto lento.

Questa tecnica, per esempio, si è rivelata utile per fotografare il mio telefonino con il monitor acceso.

Per realizzare questo scatto ho…

1) Utilizzato un flash esterno collegato via cavo alla macchina fotografica.
(E’ sconsigliabile fotografare con il flash incorporato nella fotocamera perché il suo lampo diretto provocherebbe fastidiosi riflessi sulle superfici lucide).

2) Ho quindi impostato il tempo di scatto più veloce a cui la mia macchina fotografica può sincronizzarsi con il lampo del flash: 1/180 di secondo.

3) Successivamente ho chiuso il diaframma a f/8, in modo da ottenere una foto ben esposta del telefonino spento.

4) Dopo ho acceso il cellulare ed ho misurato l’esposizione per il monitor del telefonino, mantenendo però il diaframma impostato ad f/8.
Ho dovuto, quindi, modificare il tempo, portandolo da 1/180 ad 1/15 di secondo.

In sintesi, la foto è stata realizzata con il flash, in 1/15 di secondo e con un’apertura di diaframma di f/8.

Se avessi fotografato con un tempo più breve, per esempio regolato su di 1/180, la luce emessa dal monitor del telefonino sarebbe risultata sottoesposta e non avreste potuto vedere quello che c’è sullo schermo.
Se, al contrario, non avessi utilizzato il flash, si sarebbe verificata una delle seguenti situazioni: schermo sovraesposto ed il resto della foto ben esposta, oppure schermo ben esposto ed il resto della foto sottoesposta.

In conclusione, il flash mi ha aiutato ad ottenere un’immagine esposta correttamente in tutte le sue parti, così come i miei occhi avevano percepito la scena.

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Flash da studio

March 25th, 2006 No comments

Sono generalmente i flash più potenti e più ingombranti presenti sul mercato.
Per funzionare devono essere collegati alla corrente elettrica e vengono collocati su appositi cavalletti.
Questi flash rispondono al comando della macchina fotografica grazie ad un cavo, chiamato sincro, oppure mediante un apposito radiocomando inserito sulla slitta porta-flash della fotocamera.

Quasi tutti i flash elettronici di questo tipo sono provvisti di una fotocellula (disattivabile) che li può innescare quando scatta il lampo di un altro flash, senza che siano collegati tra loro tramite cavo.

Normalmente, la potenza dei flash da studio è regolabile manualmente ad intervalli di 1/2, 1/4, 1/8, 1/16 e in alcuni casi anche di 1/32 ed 1/64.

Molti modelli sono dotati di una lampada pilota. E’ una lampadina che si trova poco distante dalla lampada del flash e viene tenuta accesa dal fotografo che vuole vedere come cadrà la luce sul soggetto da fotografare quando scatterà il lampo.

I flash da studio vengono sempre utilizzati insieme ad alcuni accessori con lo scopo di ottenere diversi tipi di illuminazione. Le parabole da montare attorno alla lampada servono ad evitare che il fascio luminoso si disperda nell’ambiente, softbox e ombrelli fotografici consentono di ottenere una luce più morbida, mentre i concentratori a griglia canalizzano il lampo su di una superficie limitata.

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