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Sharon Calahan, direttore della fotografia della Pixar, sarà ospite della VIEW Conference 2011 di Torino

August 5th, 2011 Comments off

Si svolgerà dal 21 al 23 ottobre 2011 a Torino il VIEW Fest, il festival dell’animazione digitale. Alla manifestazione sarà presente Sharon Calahan, direttore della fotografia della Pixar, che ha appena finito di lavorare al nuovo film CARS 2 e presenterà in quest’occasione il suo “lighting design”.

viewfest2011

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Sharon Calahan iniziò a lavorare in Pixar nel 1994 come Lighting Supervisor di Toy Story. Ha diretto la fotografia e le luci di gran parte dei film Pixar: Toy Story, Toy Story 2, A Bug’s Life, Alla ricerca di Nemo, Ratatouille e Cars 2. Ha studiato graphic design, illustrazione e fotografia; mentre frequentava ancora le scuole d’arte, già iniziava la sua carriera come Art Director per programmi televisivi e produzioni video. Prima di legare il suo nome alla Pixar è stata direttore delle luci per la Pacific Data Images. Nel corso degli ultimi anni, ha tenuto numerose conferenze e lezioni sull’uso della luce nella creazione dei personaggi e, più in generale, della luce e della fotografia come componente fondamentale nella realizzazione di un film.

Nel 2000, ha ricevuto una nomination ai BAFTA Film Award, per la categoria “Best Achievement in Special Visual Effects”, con il film A Bug’s Life.

Per avere maggiori informazioni, su quello che è il lavoro del direttore della fotografia in un film di animazione, può essere utile quardare questo breve video in cui la Calahan ci parla del film Ratatouille (il film narra le vicende di un topo, diventato chef nel mondo degli uomini), o meglio ancora leggere quest’intervista del 2007, rilasciata al blog Becks & Posh, in cui Sharon Calahan racconta come si è preparata per affrontare la direzione della fotografia di quel film: ha sfogliato diversi libri illustrati di cucina ed ha effettuato molte ricerche sui siti internet di food photography. Vi suggerisco di non perdetevi la seconda parte dell’intervista, in cui offre consigli su composizione ed illuminazione per ottenere splendide immagini di cibi e bevande.

Correlata al VIEW Fest è la VIEW Conference, importante evento dedicato alla computer grafica, al cinema digitale, all’animazione 3D, ai videogiochi, agli effettivi visivi e alle tecniche interattive. La conferenza avrà luogo a Torino dal 25 al 28 ottobre 2011. Oltre a Sharon Calahan, saranno presenti: Jay Shuster (vincitore del VES AWARD e Art Director per Cars 2), Glenn Entis (vincitore dell’Academy Award, Co-fondatore e General Partner di Vanedge Capital), Lucia Modesto (Character Technical Director Supervisor per Kung Fu Panda 2), Erminio Pinque (Artistic Director del BIG NAZO LAB), Kris Piotrowski (Co-fondatore e Creative Director di Capy Bara Games), Joshua Grow (Direttore del 2011 Siggraph Computer Animation Festival), Dylan Brown (Creative Director di Pixar Canada aka Glenn McQueen Pixar Animation Center), Roger Gould (Creative Director di Pixar’s Theme Park Group).

www.viewconference.it
www.viewfest.it

Jimmy Olsen: il fotoreporter del Daily Planet

September 21st, 2007 No comments

tv Jimmy lavora a Metropolis per una testa giornalistica: il Daily Planet.

Il suo nome completo è James Bartholomew Olsen. E’ un cronista alle prime armi e si occupa anche della realizzazione delle fotografie per il giornale.

Al Daily Planet svolge incarichi a fianco di Lois e Clark, due giornalisti più esperti che Jimmy ammira molto.

Nel film “Superman il ritorno” la parte del giovane fotografo è interpretata dall’attore Sam Huntington (Marc McClure interpretò questo ruolo in Superman II, III e IV). Olsen utilizza una reflex digitale, per la prima volta in un film di Superman. Ma non è solo di attrezzatura che voglio parlare. In particolare mi interessa un dialogo avvenuto nell’ufficio di Perry White, direttore del Daily Planet.

Perry White: “queste sono due icone scattate da un bambino di 12 anni con un cellulare. Tu che cos’hai Olsen?
Jimmy: “io ho fatto queste”.
Il fotografo mostra al direttore ed a Lois Lane una foto.
Jimmy: “guarda in cielo, capo”.
Lois Lane: “è un uccello?
Direttore: “è un aereo?
Jimmy: “no, guarda: è Superman!
Nel frattempo Clark Kent apre la porta dell’ufficio ed entra.
Clark: “voleva vedermi?”

Perry White indica due fotografie e dice: “Queste sono due icone”.

Cosa sono le icone? Tutte le fotografie sono icone? No, solo alcune. Poiché non ho mai amato le definizioni, non spiegherò che cos’è un’icona ma farò semplicemente alcuni esempi.

La foto di Che Guevara, quella che si vede sulle magliette vendute in mezzo mondo, è un’icona. Anche la foto scattata nel 1945 da Alfred Eisenstaedt – il bacio tra il marinaio e l’infermiera – è un’icona. La foto scattata da Dorothea Lange nel 1936 in California a quella donna con i figli lo è; la potete scaricare gratuitamente ad elevata risoluzione dal sito della biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Altri esempi. L’esecuzione in strada di un prigioniero immortalata da Eddie Adams nel 1968 in Vietnam; i marine che innalzano la bandiera americana ritratti da Joe Rosenthal; l’immagine creata da Jewgeni Khaldej il 4 maggio 1945; la foto delle sevizie al prigioniero di Abu Grahib è diventata un’icona. I Beatles sulle strisce pedonali di Abbey Road.

Come potete vedere, non tutte le foto che ho indicato come “icone” sono delle belle immagini; solo un’idiota, per esempio, potrebbe dire che la foto dell’esecuzione di un prigioniero è bella. Non tutte ritraggono personaggi noti e famosi. Non tutte sono state realizzate da fotografi professionisti. Alcune sono state “dirette” dallo stesso fotografo, come nel caso di Chaldej che si era portato dietro la bandiera russa ed ha dato precise indicazioni ai soldati per mettersi in posa.

Tutte queste fotografie hanno in comune una cosa: sono diventate dei simboli. Una è il simbolo della Grande Depressione degli anni ’30, l’altra è l’icona della fine di una guerra, i Beatles che attraversano Abbey Road sono un’icona degli anni ’60…

Jimmy Olsen avrebbe dovuto documentare il ritorno di Superman: questo era ciò che il direttore del Daily Planet si aspettava dal fotografo professionista del giornale.

Nella finzione del film un ragazzino che si trovava nel posto “giusto” al momento “giusto” con un cellulare con fotocamera integrata ha scattato le Immagini, con la “I” maiuscola, del ritorno in azione del supereroe, dopo i cinque lunghi anni di assenza dalla Terra. Ma questo, appunto, è solo un film. E nella realtà? Chi realizza e chi realizzerà le prossime icone?

Per chi ha tempo da perdere, c’è il videogioco; si intitola: “Fotografa Superman“. L’incarico è quello di fotografare l’uomo d’acciaio mentre sorvola i cieli di Londra, Honk Kong, Sydney e Metropolis. Ho giocato due volte alla prima ho totalizzato 62 punti ed alla seconda 104. E’ una specie di tiro al bersaglio, dove non è richiesto alcun impegno creativo da parte del fotografo.

Link interessanti:
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