Archive

Archive for the ‘tecnica fotografica’ Category

Fotografare una ragazza in bikini con due flash

June 27th, 2007 No comments

Grazie a Strobist ho trovato un video che vi può interessare.

Il fotografo utilizzando due flash Speedlite, il 580ex ed il 430ex, ha fotografato la modella Kim, in pieno giorno, sovrapponendo la luce artificiale a quella del sole.

Il video

Argomenti correlati:
Il ritratto classico in fotografia

Categories: tecnica fotografica Tags:

Illuminazione: luce dura, morbida e distanza della fonte luminosa

April 18th, 2007 No comments

Esiste un legame tra le dimensioni della fonte luminosa, la sua distanza dal soggetto da fotografare ed il tipo di illuminazione che si ottiene.

Per spiegare questo concetto ho realizzato queste due semplici illustrazioni.

In entrambe le situazioni vi è raffigurata una sala posa schematizzata, vista dall’alto. Sul fondale grigio, c’è un omino, del quale si vedono la testa (nera) e le spalle (grigie). E’ presente, inoltre, un faretto acceso, che riflette il suo fascio luminoso sulla superficie interna di un ombrello fotografico. La luce così riflessa illumina l’omino.

In questa prima immagine l’ombrello fotografico è posto piuttosto vicino al soggetto. Come conseguenza di ciò la luce risulta diffusa. E’ possibile notare, ad esempio, come i contorni dell’ombra dietro al “modello” siano molto sfumati.

luce morbida o diffusa

Nell’illustrazione qui sotto, al contrario, l’ombrello fotografico è posizionato ad una distanza dall’omino che è maggiore, se paragonata a quella dell’immagine precedente. Questo si traduce in un tipo di illuminazione più dura.

luce dura

Quando la luce è dura, i contorni delle ombre sono ben delineati.

In entrambi i casi, la fonte luminosa è la stessa: la luce riflessa da un faretto sulla superficie interna di un ombrello fotografico. Ciò che cambia è la distanza che separa la fonte luminosa dal soggetto illuminato.

In altre parole, più avvicino l’ombrello al modello, più la luce sarà diffusa; più allontano l’ombrello dal soggetto, più la luce sarà dura.

Argomenti correlati:
Imparare a fotografare

Illuminazione ritratto: un softbox ed un ombrello bianco

February 27th, 2007 No comments

antichi-romani Questa fotografia è stata realizzata con un ombrello fotografico bianco rivolto verso il busto in gesso, un softbox puntato verso lo sfondo, alla sinistra dell’antico romano, un fondale bianco in cartone ed una reflex digitale, montata su di un cavalletto.

In un precedente messaggio, intitolato: “Illuminazione nel ritratto fotografico: esercitarsi in tutta tranquillità” ho spiegato il motivo per cui è conveniente fare diverse prove con dei soggetti inanimati piuttosto che far posare delle persone in carne ed ossa; se non lo avete ancora letto, vi consiglio di dargli un’occhiata.

Per questa fotografia sono stati utilizzati un ombrello fotografico ed un softbox. Sono due strumenti, che servono ad ottenere un tipo di luce diffusa (o morbida): ombre poco pronunciate.

Più l’ombrello è grande e più si trova vicino al soggetto da illuminare, più la luce sarà diffusa e le ombre meno nette.

Al contrario, più l’ombrello è piccolo e più si trova lontano dal soggetto da illuminare, più la luce sarà dura e le ombre più nette.

Il diametro dell’ombrello utilizzato, in questa fotografia, misura 110 cm, ed era a situato a circa 1 m di distanza del busto in gesso: luce morbida.

schema luci utilizzato per la fotografia

Illuminazione nel ritratto fotografico: esercitarsi in tutta tranquillità

January 31st, 2007 No comments

volto di una statua Un metodo per imparare a gestire le fonti di illuminazione, in tutta tranquillità, per realizzare ritratti in posa, è utilizzare come soggetto una statua in gesso.

All’inizio, è meglio esercitarsi con un oggetto inanimato, ma che abbia sembianze umane, per tre motivi fondamentali.

1) Le statue non si muovono e sono già disposte in una posa fotogenica.

E’ così possibile dedicare tutte le proprie energie a trovare le angolazioni migliori da dove scattare, senza essere costretti a dare direttive, suggerire pose o preoccuparsi dell’espressione del viso, come al contrario avviene, quando si ha di fronte un essere umano.

2) Le statue non si stancano mai, le persone invece sì!

Ciò significa, che si può fotografare per tutto il tempo che si vuole, fare prove su prove fino a sistemare l’illuminazione nel modo più opportuno, senza che nessuno si annoi o si lamenti.

Inoltre, se si chiede ad una persona di mettersi in posa, la si tiene impegnata per decine di minuti e, alla fine, le fotografie non sono buone, è improbabile, che la volta successiva la stessa persona si presti ancora ad assere fotografata.

3) Illuminare un volto di gesso o di un essere umano. Poco cambia!

Luci ed ombre cadono sul volto di una statua o di un manichino, più o meno allo stesso modo di come scolpiscono il viso di una persona in carne ed ossa. Naturalmente ci sono delle differenze, ma per esercitarsi in tutta tranquillità, nella fotografia di ritratto, una statua va benissimo!

Argomenti correlati:
- Il ritratto fotografico: “Approccio Zeltsman”
- Le pose nel ritratto classico
- Fotografare statuette
- imparare a fotografare

Elenco di libri, in italiano, sul ritratto:

Faccia a faccia. Il nuovo ritratto fotografico
Corso di fotografia. I ritratti
Facce da sport. Ediz. italiana e inglese
Donne viste dalle donne. Una storia illustrata delle donne fotografe da Julia Margaret Cameron a Vanessa Beecroft
La Grecia ellenistica (330-50 a.C.)
Papi in posa. 500 anni di ritrattistica papale
I volti del potere. La ritrattistica di corte nella Firenze granducale

Illuminazione nel ritratto fotografico: i segreti di Michael Grecco

January 8th, 2007 No comments

Nel numero di questo mese della rivista Digital Journalist, il fotografo Michael Grecco spiega alcune regole per illuminare i soggetti nelle sedute di ritratto.

Nell’articolo sostiene, che prima di tutto occorre considerare il colore della luce (a tale proposito, tempo fa, avevo già scritto qualcosa: temperatura colore della luce), poi il contrasto (misurabile con un esposimetro) ed infine il tipo di luce: diffusa o dura.

La spiegazione in lingua inglese

Alcune immagini con gli schemi dei punti luce

Argomenti correlati:
Il ritratto classico

Occhi rossi e fotografia con il flash

January 4th, 2007 No comments

fotografia realizzata con il flash senza ottenere lo sgradevole effetto dcegli occhi rossi Ci sono diversi metodi per eliminare il problema degli occhi rossi, quando si fotografa con il flash.

Esistono anche dei software di fotoritocco che lo correggono in post produzione.
Tuttavia è preferibile prevenirlo mediante alcuni semplici accorgimenti, piuttosto che intervenire dopo aver scattato la fotografia.

Il metodo che a mio avviso porta a migliori risultati è il seguente: far rimbalzare il lampo del flash sul soffitto o su di una parete. (Ricordatevi, che se fotografate a colori, è importante che la parete o il soffitto su cui fate rimbalzare il lampo del flash siano di colore bianco).

Che cosa vi occorre: un flash compatto a parabola orientabile, una fotocamera a cui collegarlo ed un soffitto o un muro bianco.

Cosa vuol dire far rimbalzare il lampo del flash sul soffitto?

a sinistra il flash è orientato verso il soggetto, a destra verso l'altoE’ semplice: invece di rivolgere la testa del flash verso il soggetto, è necessario puntarla verso il soffitto; quando partirà il lampo, la luce andrà a colpire il soffitto e verrà in buona parte riflessa verso il basso, illuminando anche il soggetto principale della fotografia.

(Nell’immagine a lato, nella collonna di sinistra, il flash è orientato verso il soggetto, mentre in quella di destra verso l’alto).

Preferisco questo metodo, rispetto ad altri, perché oltre a risolvere il problema degli “occhi rossi”, crea un tipo di illuminazione più delicata, senza quelle brutte ombre che si creano dietro il soggetto utilizzando il flash incorporato nella macchina fotografica.

Quasi tutte le fotocamere sono dotate di una funzione anti-occhi-rossi. Quando viene attivata, il flash emette una serie di lampi, con lo scopo di far restringere il diametro della pupilla degli occhi del soggetto da fotografare. In questo modo le probabilità che nella fotografia vengano gli occhi rossi diminuiscono; ma a quale prezzo? Il soggetto, viene letteralmente abbagliato ed assume un’espressione ridicola ed innaturale, con la fronte corrugata ed un sopracciglio giù e l’altro rivolto in sù. Per non parlare del fatto, che le persone dopo il primo lampo sono portate a chiudere gli occhi.

Argomenti correlati:
- imparare a fotografare
- fotografare con il flash

Categories: tecnica fotografica Tags:

Bilanciamento del bianco

December 14th, 2006 No comments

foto sopra: inquadrare un oggetto bianco; foto sotto: fotografare il paesaggio Premessa: Temperatura colore della luce.

A cosa serve il bilanciamento del bianco? A controllare il modo in cui appariranno i colori nella fotografia.

La funzione bilanciamento del bianco è tipica della fotografia digitale.

Nella fotografia analogica, una corretta gestione del colore, in fase di ripresa, può essere effettuata, solo con appositi filtri o pellicole speciali ed a condizione di conoscere l’esatta temperatura colore della luce che illumina il soggetto da fotografare. Inoltre, in fase di stampa, si possono effettuare correzioni delle dominanti di colore.

In digitale, il procedimento da effettuare per ottenere fotografie dai colori naturali è più semplice.

Il bilanciamento del bianco può essere impostato nelle seguenti modalità:

  • automatico

    - vantaggi: fa tutto la macchina fotografica;
    - svantaggi: non sempre si ottiene un risultato che rispecchi le aspettative;

  • predefinito

    Molte fotocamere digitali consentono di impostare il bilanciamento del bianco secondo modalità prestabilite: luce del sole, luce della lampadina, ombra, nuvoloso, luce fluorescente…

    - vantaggi: buon controllo del risultato, si imposta velocemente;
    - svantaggi: non copre tutte le possibili situazioni di illuminazione;

  • personalizzato

    Si seleziona dal menù della macchina fotografica la modalità “bilanciamento del bianco personalizzato”, si inquadra un oggetto bianco e si effettua la regolazione;

    - vantaggi: ottimo controllo del risultato;
    - svantaggi: richiede più tempo e serve un oggetto bianco da utilizzare come campione per effettuare la misurazione.

Argomenti correlati:
Temperatura colore della luce
Imparare a fotografare

Categories: tecnica fotografica Tags:

Far assumere una posa “maschile” ad un amico in piedi

November 24th, 2006 No comments

Bene, tieni pure il piede destro lì dove si trova;

ora, sposta il sinistro un po’ più indietro, leggermente dietro il piede destro. Ecco, così!

Gira di poco la punta del piede sinistro verso sinistra, senza esagerare…

Ora appoggia il tuo peso sulla gamba sinistra, piegando naturalmente il ginocchio destro.

A questo punto, per rifinire la posa, chiedere, se è il caso, di girare il piede sinistro di qualche grado, da una parte o dall’altra.

Ora non resta che mettere in posa la parte superiore del corpo.

Puoi mettere la mano destra in tasca e appoggiare l’altra sullo schienale di quella sedia?
Esatto, proprio così!

Accertarsi che la testa sia posizionata perpendicolarmente alla linea delle spalle ed il vostro amico è in posa!

Argomenti correlati:
Il ritratto classico in fotografia: “Approccio Zeltsman”
imparare a fotografare

Categories: tecnica fotografica Tags:

Il ritratto classico in fotografia: “Approccio Zeltsman”.

November 22nd, 2006 No comments

Oltre cinquant’anni fa, il fotografo ritrattista Joe Zeltsman frequentò un workshop tenuto da uno dei più quotati professionisti di quel periodo, specializzato nella fotografia di matrimonio: un certo Van Moore.

Zeltsman tornò dal corso, con in mente questi due importanti concetti:

  1. mettere in posa le persone secondo uno stile classico, segue un preciso schema;
  2. una stessa posa può essere fotografata da diverse angolazioni e con una varietà di tagli differenti.

Arricchito professionalmente da quella breve esperienza, iniziò a pensare ad un nuovo approccio alla ritrattistica classica.

Approccio fotografico di Zeltsman.

Zeltsman fece queste considerazioni.

  • Il punto di interesse dominante in un ritratto classico deve essere il volto del soggetto;
  • il corpo delle persone si dispone in modo naturale in una posizione strettamente collegata all’orientamento del volto.

Allora…

Perché non decidere prima di tutto da quale angolazione fotografare il volto del soggetto e, solo successivamente, mettere in posa il resto del corpo in modo coerente con la posizione del viso?

Secondo questo tipo di approccio il fotografo inizia la seduta valutando le caratteristiche del volto, durante una breve conversazione con il soggetto da fotografare ed in seguito decide da quale angolazione fotografarlo.

Solo dopo aver effettuato questa scelta, mette in posa il soggetto in modo tale che la posizione del corpo sia coerente con quella del viso.

Se siete interessati ad approfondire l’argomento, leggete: The Zeltsman Approach to Traditional Classic Portraiture (si legge gratis, online, in inglese: 16 capitoli, illustrati con fotografie)

Argomenti correlati:
Far assumere una posa maschile ad un amico
Nuove tendenze nel ritratto artistico: Deadpan photography
pose nel ritratto: il profilo
imparare a fotografare

Elenco di libri, in italiano, sul ritratto:

Faccia a faccia. Il nuovo ritratto fotografico
Corso di fotografia. I ritratti
Facce da sport. Ediz. italiana e inglese
Donne viste dalle donne. Una storia illustrata delle donne fotografe da Julia Margaret Cameron a Vanessa Beecroft
La Grecia ellenistica (330-50 a.C.)
Papi in posa. 500 anni di ritrattistica papale
I volti del potere. La ritrattistica di corte nella Firenze granducale

Fotografia di strada

October 31st, 2006 2 comments

In un simpatico video, il fotografo Joel Meyerowitz rivela alcuni trucchi e segreti, utili per realizzare buone “fotografie di strada”.

  • Esposizione: misurare l’esposizione palmo della propria mano.
  • Dove posizionarsi: negli angoli in cui si incrociano le strade.
  • Diventare invisibili: utilizzare il linguaggio del corpo, per passare inosservati.
  • Combinare elementi improbabili.
  • Essere pronti: se non si sa il momento esatto in cui accadrà qualcosa d’interessante, occorre essere sempre allerta, con la macchina fotografica pronta.
  • Seguire il proprio istinto.
  • Joel Meyerowitz ha fotografato lungo le strade di New York per oltre quarant’anni.

    Il video: Magrack video
    Il link: www.joelmeyerowitz.com
    Libri: Joel Meyerowitz

    Argomenti correlati: Fotografare gli sconosciuti: linguaggio del corpo

Categories: tecnica fotografica Tags: ,