E’ sufficiente utilizzare un asciugacapelli per far svolazzare la chioma di un’attrice in posa e rendere lo scatto più interessante. Nel video: Dakota Fanning per la copertina di Marie Claire. Potete leggere l’articolo del 7 luglio 2010 pubblicato sulla rivista in inglese.
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Sette schemi luce per fotografia in studio
In questo video Mark Wallace mostra come realizzare 7 diversi tipi di illuminazione in uno studio fotografico.
Per ogni scatto vengono mostrati, oltre al set ed alla foto finale, anche dei disegni con lo schema di illuminazione utilizzato.
Inoltre, di volta in volta, Mark ci racconta quali sono i rapporti di illuminazione tra le varie fonti luminose utilizzate.
Più chiaro di così…
Bilanciamento del bianco e foto in bianco e nero.
Impostare una temperatura colore piuttosto che un’altra, prima di convertire un’immagine in bianco e nero, influenza i toni di grigio dell’immagine finale.
Ho realizzato queste due fotografie con la macchina fotografica posizionata su di un cavalletto, in modo da mantenerla fissa nella stessa posizione per entrambi gli scatti. Ho fotografato un cono di legno appoggiato sopra un cartoncino bianco.
Ho mantenuto anche la stessa fonte luminosa: un faretto con lampada alogena più un ombrello fotografico. Non ho variato nemmeno tempi e diaframmi.
L’unica differenza tra la foto a sinistra e quella a destra è data dal fatto che in fase di ripresa ho impostato il bilanciamento del bianco della macchina fotografica su “Tungsteno”, nel primo caso e su “Luce Solare”, per la foto a destra.
Successivamente ho preso entrambe le immagini e le ho desaturate tramite il software di fotoritocco GIMP. Questo è il risultato: le due foto risultanti non presentano gli stessi toni di grigio, sia per lo sfondo che per il soggetto in primo piano, ma ci sono delle leggere differenze.
In seguito, ho provato a sostituire il cartoncino bianco con uno colorato di rosso, ho illuminato il cono di legno con lo stesso faretto da otto Euro che ho adoperato per le immagini precedenti ed ho utilizzato un pannello di polistirolo per riflettere un po’ di luce sul lato in ombra.
Sia per la foto a sinistra che per quella a destra ho utilizzato la stessa illuminazione, ho mantenuto la macchina fotografica ferma nella medesima posizione e non ho variato nemmeno tempi e diaframmi.
Per la foto a sinistra ho impostato il bilanciamento del bianco della fotocamera su “Tungsteno”, mentre per quella di destra su “Luce Solare”.
Anche in questo caso ho adoperato il software di fotoritocco GIMP (ogni anno che passa funziona sempre meglio e nella sua versione “portatile” può essere lanciato da una chiavetta USB). Ho aperto le due fotografie e le ho desaturate entrambe con un identico procedimento.
Il risultato è questo: due foto in bianco e nero che presentano alcune differenze nei toni di grigio. Ad esempio, osservate la foto a sinistra (derivante da quella a colori scattata impostando il bilanciamento del bianco su “Tungsteno”): l’ombra prodotta dal cono sul cartoncino è più scura di quella prodotta sempre dal cono, ma nella foto di destra. Allo stesso tempo, guardate il lato più luminoso del cono: nella foto a sinistra è leggermente più chiaro che nella foto a destra.
Se infine, si concentra la propria attenzione sulla tonalità dello sfondo, ci rende conto che queste ultime due immagini non sono affatto uguali.
In conclusione, impostare una temperatura colore piuttosto che un’altra, prima di convertire un’immagine in bianco e nero, influenza i toni di grigio dell’immagine finale.
Come realizzare un’illuminazione da CSI
L’idea di danishpv era creare uno scenario post-bomba-atomica.
Ha utilizzato: una maschera antigas, una torcia trasformata appositamente in flash, due flash con filtro verde…
La foto potete vederla: cliccando qui
… La spiegazione di come ha realizzato la foto:
via: PW
Non dire cheese!
A chi conosce un po’ d’inglese, suggerisco di guardare un video divertente, in cui una presentatrice televisiva spiega che è meglio non dire cheese, se si vuole essere fotografati al meglio…
Guarda: Don’t say cheese, please!
400 iso ad 1/30 di secondo: Jamie Squire spiega…
Jamie Squire, fotografo di Getty Images, spiega come ha realizzato la foto di Ryan Newman, che festeggia dopo aver vinto la 50th NASCAR Sprint Cup Series Daytona 500 a Daytona nel 2008.
Fotografia di strada e di eventi: continua…
Questo è quello che scrivere sul suo blog David Alan Harvey in risposta ad un commento di un lettore.
Utilizza una macchina fotografica piccola, con un solo obiettivo e molti lo scambiano per un fotoamatore…
however, sometimes when i am in a group of professional photographers covering some event (which is rare), the photographers on the scene will sometimes not even talk to me because they think i am an amateur and not worthy of their conversation!!! i do not have the “professional fashion look”… this happens many times…and i enjoy this most of all!!
Aggiungo io: effettivamente, durante qualsiasi evento, se gli altri fotografi in circolazione ti ignorano, si fotografa molto meglio.
Dover rispondere a continue domande, mentre si è lì per fotografare, può diventare un problema: se rispondi alle domande non puoi fotografare…
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Fotografare gli sconosciuti: linguaggio del corpo
Fotografare gli sconosciuti: linguaggio del corpo
Non avevo affrontato direttamente questo argomento, ma nel messaggio, intitolato “fotografia di strada“, pubblicato l’anno scorso, segnalavo un video interessantissimo in cui il fotografo Joel Meyerowitz rivelava alcuni trucchi e segreti per fotografare gli sconosciuti.
Ad un certo punto dell’intervista, parlava di quanto fosse importante il “linguaggio del corpo”.
Oggi, un altro fotografo molto bravo, spiega sul suo fantastico blog, in un messaggio intitolato eye contact il suo approccio alla “fotografia di strada”. David Alan Harvey parla anche lui di “linguaggio del corpo”.
Leggi:
fotografia di strada
Lezioni gratuite di…Trucco!
Nella fotografia di moda e più in generale nella ritrattistica femminile, il trucco è di fondamentale importanza.
Sul sito di Vogue (Glamour, Style) sono presenti dei brevi video in cui Romualdo Priore spiega l’arte del make up.
Le lezioni sono divise in sei parti.
1) La pelle (correttore, fondotinta e cipria per preparare la pelle)
2) Le sopracciglia (come si correggono)
3) Eyeliner
4) Ombretto
5) Fard (esaltare i lineamenti del volto)
6) Le labbra (come utilizzare matita, rossetto e gloss)
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Star fotografate senza trucco
Set fotografico: backstage con Biagio Antonacci
Sono andato a “fare un giro” sul sito di Vogue-Glamour-Style ed ho scovato un video intitlato: “Sul set fotografico con Biagio Antonacci“, riprese e montaggio di Valentina Caiani.
Nel breve video si vedono per qualche istante: un pannello riflettente argentato, un softbox ed un esposimetro.
Forse più interessanti di questo video sono le lezioni gratuite di trucco…
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