Un sito dedicato al mondo della fotografia: commenti, pensieri, recensioni, note, appunti, link e, talvolta, qualche reportage.


Archivio della Categoria 'arte'

Cosa ne pensate del lavoro di Richard Prince?

Friday 7 December 2007

Su Vanity Fair si parla della sua carriera da artista, con alti e bassi, mentre il New York Times scrive che Richard Prince è diventato famoso come pioniere dell’appropriation art, fotografando fotografie realizzate da altri ed apparse come pubblicità sulle riviste, ingrandendole ed esponendole presso le gallerie d’arte.

Argomenti correlati:
- Foto d’arte

Philip Jones Griffiths

Wednesday 28 November 2007

Questa pagina è didicata al fotografo Philip Jones Griffiths e contiene una serie di link ad articoli che lo riguardano ed interviste varie. Ho pensato di riassumere per brevi punti gli argomenti trattati da ogni articolo.

- Su The Digital Journalist: Philip Jones Griffiths

Vengono trattati i seguenti temi:

1) il fotografo racconta come è nato il reportage - Agent Orange:”Collateral Damage” in Viet Nam.
Agent Orange conteneva la diossina. “In the summer of 1969 four Saigon newspapers ran stories with pictures of deformed babies born to women who had been sprayed with Agent Orange“. Un lavoro di reportage durato 22 anni.

2) Racconta le motivazioni che l’hanno spinto a fare queste fotografie.

3) Sono visibili le fotografie. Un delle didascalie dice: “Stillborn deformed fetuses preserved in formaldehyde at the Tu Du Hospital in Ho Chi Minh City.” (E’ una foto in cui si vedono bambini nati morti conservati presso un ospedale in contenitori di vetro sotto formaldeide)

Getting a book like this in print was not easy and I was indeed lucky to find a brave publisher. It will not be an easy “sell” but in a perfect world it would be in every school library in the country.

4) Sono presenti alcuni video in cui Philip Jones Griffiths parla di quel reportage, ma l’audio fa schifo.

- Segnalo quest’intervista in inglese a Is War Photography Art? di Carmela Cruz.

Vengono trattati i seguenti temi:

1) il vantaggio di raccontare con le fotografie: is that second-hand impressions are avoided;

2) le statistiche sono importanti, ma ciò che attira l’attenzione è la vicenda del singolo: “it’s a photograph of the anguish in the eyes of a starving child in Darfur that initiates the quest for a solution“;

3) vantaggi e svantaggi della fotografia digitale;

3) la fotografia di guerra è arte?

- Musarium: Vietnam Inc.

1) Su questo sito sono presenti diversi video in cui Philip Jones Griffiths spiega e discute i seguenti argomenti.
Il reportage Vietnam Inc. - Why he did the book, Producing a historical document, Emotional coverage, Choking photograph, Role of religion.
Fotografia e giornalismo: The anarchist journalist, Controlling the history of the 20th Century, Being “in the circle”, Color and B/W, Digital photography, Context of why.
Essere un membro della Magnum: The perspective from New York, More on New York and Paris, Day in the Life projects, Doing corporate work, Women and minorities.

- Qui c’è un’altra intervista. Ntlworld: parla della sua vita, dei suoi reportage ed anche della sua attrezzatura fotografica. “All my life I’ve had this recurrent dream of discovering the perfect camera in some back street shop in Bangkok. Poets can scribble with charcoal on bits of paper ­ we, alas, are forced to fret over the deficiencies of our equipment.

Dove acquistare i due libri “Agent Orange” e “Vietnam Inc.”?
Poiché non li ho trovati dal rivenditore italiano, li potete far arrivare direttamente dall’America standovene comodamente seduti alla vostra scrivania:
- Agent Orange: Collateral Damage in Vietnam
- Vietnam Inc.

Il Naso lungo di Alberto Giacometti

Friday 23 November 2007

San Marco prima del recente restauro Sabato mattina 10 novembre 2007 sono andato a visitare una mostra a Vercelli: “Peggy Guggenheim e l’immaginario surreale“, presso l’Arca dell’ex chiesa di San Marco (in fotografia).

Fino al 2 marzo 2007 saranno esposti 58 capolavori appartenenti oggi alle collezioni veneziane e newyorkesi dei musei Guggenheim.

Questi sono i nomi di alcuni degli artisti, le cui opere sono in mostra: Marc Chagall, Giorgio de Chirico, Pablo Picasso, Joan Miró, Salvador Dalí, Max Ernst, René Magritte, Alberto Giacometti, Ives Tanguy, Marcel Duchamp.

Al momento del mio ingresso non sapevo che vi fossero delle opere di Alberto Giacometti. La prima volta che ho sentito il nome di questo artista svizzero è stato mentre guardavo un documentario dedicato al famoso fotografo Henri Cartier-Bresson (Se vi interessa, qui c’è un elenco libri di HCB). Sembra che i due fossero molto amici, fin dagli anni Trenta o che comunque quest’ultimo provasse profonda stima per lo scultore. Sul sito dell’agenzia fotografica Magnum, attualmente, ci sono sessantatrè foto dedicate ad Alberto Giacometti.

Uno dei lavori dello scultore svizzero presenti a Vercelli si intitola: “Il naso”, risale al 1947, è di bronzo, ferro, spago e acciaio. E’ stato realizzato in quel particolare periodo della sua carriera in cui scolpiva statue dalle membra allungate.

Questa scultura ha attirato subito la mia attenzione.

A guardarla da una certa distanza, sembra quasi… Pinocchio appena sputato fuori dalla balena. Avete presente il Burattino di Collodi? quello con il naso che si allungava ogni volta che diceva una menzogna? “figlio” di Geppetto il falegname?

Una foto dell’opera di Giacometti la trovate sul sito del museo.

C’è addirittura chi ha scritto un libro su questa scultura: “Il naso di Giacometti. Una scultura, un simbolo” di Jean Clair.

Nella libreria, presente all’uscita della mostra, ho visto un bel volume di fotografie: David Lachapelle (Giunti Editore), catalogo della mostra di Milano, Palazzo Reale 25 settembre 2007 - 6 gennaio 2008. Se qualcuno me lo regala per Natale, riceverà una mia lettera di ringraziamento.

Durata della mostra: 10 novembre 2007 – 2 marzo 2008. Per sapere come raggiungere la mostra, guardate sulla cartina dove si trova l’Arca - San Marco - Vercelli (link).

www.pinocchio.it