La profondità di campo te la spiegano i Troopers

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Cos’è la profondità di campo?

profondità di campo

È la distanza tra la parte più vicina e quella più distante dal punto esatto di messa a fuoco e che risulta essere sufficientemente nitida.

In altre parole, in una fotografia, la profondità di campo è rappresentata da quella zona in cui gli oggetti appaiono sufficientemente nitidi, nonostante il piano di messa a fuoco sia uno ed uno soltanto.

Da cosa dipende la profondità di campo?

profondità di campo f/2,8
1) Più ampia è l’apertura (numero f basso, esempio: f/1,4 o f/2,8), più la profondità di campo è limitata. Più si riduce l’apertura dell’obiettivo (numero f elevato, esempio: f/22), più la profondità di campo è grande. (Approfondimento: “cosa sono i diaframmi e i numeri f”)
profondità di campo f/8

2) La profondità di campo si riduce quando si fotografa un soggetto che si trova molto vicino all’obbiettivo. Al contrario, aumenta quando il soggetto fotografato è molto distante dall’obiettivo.

profondità di campo f/22

3) La lunghezza focale dell’obiettivo influisce sull’apparente profondità di campo. Infatti – a parità di distanza e di apertura di diaframma – l’apparente profondità di campo si riduce all’aumentare della lunghezza focale.

Perché è importante conoscere la profondità di campo?

Scegliendo una profondità di campo ridotta si può isolare un soggetto posto ad una certa distanza dagli altri, situati a distanze differenti! In questo modo si enfatizza il soggetto a fuoco rispetto agli altri soggetti presenti nell’immagine, che invece rimangono fuori fuoco.
Chiudendo il diaframma (f/16, f/22, f/32), si ottiene un’elevata profondità di campo. In questo modo la fotografia ottenuta sembrerà tutta, o quasi, a fuoco, offrendo allo spettatore la vista di un numero maggiore di dettagli.

Ci sono dei limiti?

Sì, in esterni, per esempio al sole (quando vi è molta luce), può essere impossibile fotografare aprendo il diaframma a f/1,4 o a f/2,8, perché la quantità di luce è elevata e per una corretta esposizione diventa necessario chiudere il diaframma. (Per superare, almeno in parte, questo problema sono in vendita dei filtri fotografici a densità neutra da montare davanti all’obiettivo).
All’opposto ci sono situazioni in cui risulta impossibile chiudere il diaframma per ottenere un’elevata profondità di campo ed ottenere, allo stesso tempo, un’esposizione corretta o una foto non mossa. Ciò accade quando ci si trova in condizioni di luce scarsa. (Per superare questo problema è possibile utilizzare delle fonti di luce supplementari come, per esempio, i flash fotografici e/o un cavalletto).

Un obiettivo fotografico mette a fuoco punti dell’immagini che si trovano alla stessa distanza dall’obiettivo stesso. Le altre parti del soggetto fotografato, che si trovano più vicino o più lontano dall’immaginario piano di messa a fuoco, invece di formare dei punti di luce, formeranno dei dischi di luce. Sono chiamati cerchi di confusione. Più grandi sono i cerchi di confusione, più sfuocata risulta l’immagine.

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