Forse, è ora che ti compri una videocamera…

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Il fotografo Robert Hanashiro, fondatore del popolare sito SportsShooter, per documentare il recente record di Barry Bond, famoso giocatore di baseball, ha deciso di utilizzare in sequenza tre macchine fotografiche Canon Mark III (da 10 fps l’una); con tre obiettivi da 600mm f/4; due coppie di MultiMAX radio triggers; un cavalletto con testa in grado di montare tre fotocamere una a fianco dell’altra.

Perché tutta questa attrezzatura? Per scattare una sequenza di 30 fotogrammi al secondo.

Mi ricorda l’esperimento di quel tizio, Eadweard Muybridge, che nel 1887 a Palo Alto, voleva risolvere, tramite l’ausilio della fotografia, il fondamentale enigma del cavallo al galoppo: “Il cavallo solleva o no le quattro gambe contemporaneamente dal suolo?”

Robert Hanashiro cosa ha voluto dimostrare in questo caso? Non lo so, ma per certo gli autori del poliziesco CSI Las Vegas potrebbero far ripetere l’esperimento del fotografo di USA Today all’agente della scientifica Gil Grissom o meglio a Nick Stokes o a Warrick Brown. Nella finzione di un telefilm, i 30 fotogrammi al secondo potrebbero essere utilizzati per smascherare l’assassino di turno. Gli appassionati della serie apprezzerebbero sicuramente.

Altre applicazioni pratiche per quel costoso sistema di apperecchi? non credo, penso che sia adatto più per la fiction che per il reportage.

Il video dell’esperimento: SportsShooter
Le foto sul giornale per cui lavora: Usatoday

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2 commenti

  1. Sicuramente interessante dal punto di vista tecnico, ma rimango lo stesso un po’ sconcertato…
    Per me la fotografia deve riuscire a congelare in un unico fotogramma una storia, un’emozione, un momento, azione che i video tape non riescono a fare.
    Non capisco questo complesso di inferiorità che l’arte fotografica sta vivendo in questi ultimi anni…sul web e nelle mostre si vedono sempre più diaporami, video montati con sequenze di fotografie, con musiche di sottofondo, o come in questo caso sequenze di 30 fotogrammi al secondo….
    Siamo meno bravi a raccontare con un’inica immagine rispetto al passato e ci dobbiamo inventare dei “video-fotografici” o stiamo pagando lo scotto della tecnologia sempre più avanzata?
    Oppure siamo talmente abituati a vedere in televisioni immagini in movimento che la fotografia ci sembra ormai “l’arte povera”….
    Ai posteri l’ardua sentenza…
    Ciao

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