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antichi-romani Questa fotografia è stata realizzata con un ombrello fotografico bianco rivolto verso il busto in gesso, un softbox puntato verso lo sfondo, alla sinistra dell’antico romano, un fondale bianco in cartone ed una reflex digitale, montata su di un cavalletto.

In un precedente messaggio, intitolato: “Illuminazione nel ritratto fotografico: esercitarsi in tutta tranquillità” ho spiegato il motivo per cui è conveniente fare diverse prove con dei soggetti inanimati piuttosto che far posare delle persone in carne ed ossa; se non lo avete ancora letto, vi consiglio di dargli un’occhiata.

Per questa fotografia sono stati utilizzati un ombrello fotografico ed un softbox. Sono due strumenti, che servono ad ottenere un tipo di luce diffusa (o morbida): ombre poco pronunciate.

Più l’ombrello è grande e più si trova vicino al soggetto da illuminare, più la luce sarà diffusa e le ombre meno nette.

Al contrario, più l’ombrello è piccolo e più si trova lontano dal soggetto da illuminare, più la luce sarà dura e le ombre più nette.

Il diametro dell’ombrello utilizzato, in questa fotografia, misura 110 cm, ed era a situato a circa 1 m di distanza del busto in gesso: luce morbida.

schema luci utilizzato per la fotografia

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