Macchine fotografiche facili da usare.

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Una macchina facile da usare, deve essere comoda da impugnare, inoltre deve consentire al fotografo di impostare manualmente tempi e diaframmi in modo agevole e veloce, così come agevole e veloce deve risultare la messa a fuoco manuale. L’esposimetro deve essere affidabile: se si inquadra un foglio di carta colorata illuminato dalla stessa ed identica luce, alla stessa angolazione e distanza in due giorni differenti del mese, i valori che fornisce devono essere identici.
Il corpo macchina deve possedere una presa sincro per collegarla a dei flash esterni.
L’obiettivo deve poter montare filtri per la fotografia.

Quella che ho descritto è una macchina fotografica facile da usare perché il suo comportamento è prevedibile e fa esattamente quello che le si ordina di fare.

Se andate in un negozio di fotografia e chiedete una fotocamera facile da usare, non ve ne mostreranno una con le caratteristiche identiche a quelle che ho descritto sopra, ma vi metteranno in mano una scatoletta dove c’è un pulsante da schiacciare: voi lo premete e la macchina fa il resto.
Il problema sta proprio qui: non avete il minimo controllo della situazione e dovete accontentarvi di quello che viene fuori.

Quando avevo circa quindici anni possedevo una macchina di questo tipo. Se il cielo era azzurro, nelle foto diventava bianco, se c’era un vetro tra me ed il soggetto che volevo fotografare, la macchina metteva a fuoco il vetro; il flash scattava quando non volevo che lo facesse, e così via.
Cercavo in tutti i modi di mettere a fuoco sul soggetto che volevo io, di ottenere un cielo del colore giusto, ecc, ecc, ecc. ma la macchina non me lo consentiva…
Mi passò la voglia di fotografare e riposi quell’oggetto ingestibile in un cassetto.

A quanto pare, il concetto di macchina fotografica facile da usare è relativo…

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